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Centro Implantologico Tramonte

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Una prevenzione troppo spesso sottovalutata: quella del tumore del cavo orale

Cos’è il tumore del cavo orale e come si combatte?

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Il cavo orale comprende i due terzi anteriori della lingua, le gengive, la superficie interna delle guance e delle labbra, la parte inferiore della bocca sotto la lingua, il palato duro e la zona oltre i denti del giudizio. In questa zona può formarsi il tumore del cavo orale, una forma di cancro che, in tutto il mondo, rappresenta il 10 per cento delle neoplasie maligne negli uomini, specialmente over 40, e il 4 per centro nelle donne.

Come per tutte le patologie la miglior difesa per combattere il tumore è la prevenzione: l’unica arma in grado di aumentare la possibilità di sopravvivenza in caso di neoplasia del cavo orale. Il riconoscimento precoce del tumore permette di intervenire in maniera tempestiva e di aumentare esponenzialmente le possibilità di guarigione. Possibili campanelli d’allarme, riconducibili alla presenza del tumore, potrebbero essere, per esempio, la presenza sulle mucose di una tumefazione persistente, una macchia bianco rossastra che non si rimargina, un’ulcerazione che non guarisce: tutti possibili segnali di una situazione pre-tumorale o tumorale. Oltre il 90% dei tumori della bocca ha origine dalle cellule epiteliali.

I fattori principali che concorrono a causare il tumore del cavo orale sono il fumo di sigaretta, pipa o sigaro, il consumo di alcol e qualunque condizione di traumatismo cronico della superficie interna della bocca. Non solo. A concorrere a determinare questo tipo di tumore vi è anche una scarsa igiene orale, microtraumatismi dentari come quelli prodotti da denti rotti, scheggiati, protesi, e, non da ultimo, lesioni pre-tumorali.

“Proprio perché tra i fattori di aumento del rischio c’è anche la scarsa igiene, chi meglio del proprio odontoiatra si trova nella condizione di vedere, guardare, osservare, valutare, consigliare?” ci racconta il dott. Silvano U. Tramonte, implantologo di fama mondiale, già allievo della scuola Italiana di Senologia di Umberto Veronesi e membro della FONCAM, progetto finalizzato del CNR, del Ministero per la ricerca scientifica e tecnologica e del Ministero della Sanità. Tramonte, anima dei Centri Implantologici Tramonte di Stezzano e Milano, spiega che: “Per prevenire il tumore del cavo orale non servono solo i controlli clinici tradizionali, ma ci si avvale anche dell’utilizzo di una tecnologia innovativa. Tra i segni clinici che evidenziano il tumore del cavo orale ci sono macchie bianche o rosse persistenti, ulcerazioni o vegetazioni persistenti, indurimento localizzato. Spesso queste lesioni insorgono in prossimità di un dente cariato o nei punti di appoggio delle protesi dentarie. Le sedi più colpite sono la lingua, il pavimento della bocca, la mucosa della guancia, la regione tonsillare”. La prevenzione diventa dunque fattore fondamentale per arginare l’incidenza del tumore: “Il riconoscimento precoce significa riconoscere i cambiamenti dei tessuti prima che questi si rendano visibili all’occhio nudo e che il problema diventi irrisolvibile”.

Gli strumenti di prevenzione nei Centri Tramonte.

La prevenzione, però, passa anche e soprattutto dall’utilizzo di strumentazione all’avanguardia. Proprio per quesot, i Centri Implantologici Tramonte sono dotati delle più moderne tecnologie. Per prevenire questa malattia, gli Studi di Piazza Castello e Villa Moroni si sono dotati di due apparecchi particolari, all’avanguardia, che vanno a completare i controlli clinici tradizionali che vengono abitualmente utilizzati dal professor Tramonte e dalla sua equipe.

Nello specifico si tratta di uno screening rapido, non invasivo e che non necessita di assunzione di farmaci: il sistema di screening Velscope VX, tecnologia che consente di eseguire un esame preventivo della mucosa orale evidenziando, attraverso cambiamenti della naturale fluorescenza dei tessuti, possibili lesioni prima che queste diventino visibili a occhio nudo. Durante la visita di controllo il medico sarà così in grado di identificare anomalie profonde e, dunque, non ancora visibili delle mucose orali. Se si riscontrano segnali di questo tipo, si ripeterà l’indagine a distanza di 15 giorni per poi eventualmente indirizzare la diagnosi a una biopsia.

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