BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Doping, chiesto un anno di squalifica per Martina Caironi

Aveva ammesso di aver usato una crema cicatrizzante. Deferita, ma la procura ne ha riconosciuto la non intenzionalità

Più informazioni su

La Procura nazionale antidoping ha deferito l’atleta paralimoica Martina Caironi al Tribunale antidoping con la richiesta di un anno di sospensione. Lo riporta l’Ansa.

Bergamasca, classe 1989, Martina Caironi ha vinto l’oro alle Paralimpiadi di Londra nei 100 metri ed è stata portabandiera dell’Italia a a quelle di Rio de Janeiro. Adesso la campionessa rischia di saltare l’appuntamento con le Paralimpiadi di Tokyo, in programma ad agosto.

Lo scorso 6 novembre la notizia che era risultata positiva in un controllo a sorpresa svolto da Nado Italia: l’atleta aveva ammesso di aver usato una pomata per curare un’ulcera al moncone della gamba amputata e di averlo fatto solo dopo aver consultato il medico federale.

La pena per l’utilizzo di steroidi anabolizzanti prevede una squalifica di quattro anni dalle competizioni ma la procura antidoping, dopo aver ascoltato l’atleta e il medico federale coinvolto nella vicenda, ha riconosciuto la non intenzionalità e la necessità terapeutica per l’uso della pomata, chiedendo un anno di squalifica.

“Ci conforta il fatto che la procura antidoping ha riconosciuto l’uso terapeutico del medicinale e non a fini di doping – commenta l’avvocato Giovanni Fontana -. Questo è già un grande passo in avanti nel dimostrare la correttezza dell’atleta Martina Caironi. Possiamo quindi dire che non si tratta di un caso di doping ma di un errore formale. Ora abbiamo questa richiesta di un anno di sospensione che però ritengo comunque enorme rispetto ad un atleta che ha avuto solo la necessità di curarsi e si è fidata delle indicazioni datele da chi era preposto a questo compito. Indicazioni che poi combaciavano con quanto è scritto nel foglietto illustrativo del Trofodermin ovvero che l’utilizzo terapeutico del medicinale non è doping”.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.