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Il commissario Settembrini e le sue storie di frontiera - BergamoNews

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La recensione

Il commissario Settembrini e le sue storie di frontiera

S’intitola “La doppia morte della compagna Sangalli” l’intrigante giallo di Tita Prestini ambientato sul lago d’Iseo nell’aprile del 1945. Con un poliziotto molto particolare.

Solo dopo averlo letto si capisce perché l’autore, il giornalista Tita Prestini, durante la recente presentazione al pubblico della Rassegna della Microeditoria abbia definito il suo libro La doppia morte della compagna Sangalli (Barta Edizioni, 384 pagine, 15 euro) “una storia di frontiera”.

Prima di tutto per il periodo in cui è ambientato – tra il 25 aprile e la fine di maggio del 1945 – con l’Italia in bilico tra occupazione e liberazione, dittatura e democrazia, monarchia e repubblica, devastazione post bellica e ricostruzione. Un importante periodo di passaggio, appunto. Poi per le persone, a cominciare dal protagonista: il vice commissario Fabio Settembrini, un poliziotto giovanissimo alle prese con poche certezze e molti dubbi. Ma anche per gli altri personaggi che escono dalle pagine di questo romanzo appassionante, che è molto di più di un giallo: militari stufi di guerre, borsari neri che si definiscono imprenditori, ladri che vogliono essere chiamati commercianti, preti peccatori e maneggioni, vedove consolabili, ragazze alla ricerca di un’identità. Uomini e donne ai margini, appunto.

Infine per il luogo: il lago d’Iseo a cavallo tra le province di Bergamo e di Brescia, terra storicamente contesa tra Milano e Venezia in cui nei secoli si sono affrontati guelfi e ghibellini, francesi e austriaci, partigiani e fascisti. Località di confine, appunto. Anche il passo del libro è a due facce, un po’ giallo-noir, con l’investigatore impegnato a cercare il colpevole del delitto ma senza promettere alcun finale consolatorio, e un po’ romanzo storico, rigorosamente documentato.

Lo stesso vale per lo stile di scrittura perché la narrazione all’inizio si sviluppa tranquilla, avvolgendo il lettore nel proprio bozzolo per dargli modo di assorbire gli umori e il clima del racconto oltre che di inserirsi nel contesto del primissimo dopoguerra, mentre nella seconda parte si fa incalzante sorprendendolo e trascinandolo in un fiato fino al termine, con una conclusione che non è per niente scontata.

Insomma, La doppia morte della compagna Sangalli è un libro nel quale non esistono sicurezze, tranne il fatto che la lettura è piacevole e scorrevole. Però è presto per dire se il vicecommissario Settembrini diventerà uno dei protagonisti della nuova narrativa poliziesca italiana. Per questo aspettiamo la prossima storia.

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