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Habilita, servizi all’avanguardia nel settore della riabilitazione fotogallery

In occasione dei quarant’anni di Habilita, proponiamo una nuova tappa del viaggio alla scoperta di come è nato il gruppo

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Il 13 dicembre 2019, giorno di Santa Lucia, è anche il giorno in cui Habilita ha festeggiato i suoi 40 anni di attività. In queste settimane faremo quindi un viaggio nel tempo ripercorrendo le tappe più importanti del gruppo. Settimana scora abbiamo parlato della nascita del Centro di Medicina Iperbarica. In questa seconda parte ci occupiamo della nascita della clinica riabilitativa di Zingonia.

Con il presidente di Habilita spa, il dottor Roberto Rusconi, parliamo di quando l’azienda ha cominciato a ingrandirsi. Nel 2004 viene realizzata a fianco dell’Istituto Iperbarico di Zingonia la prima clinica riabilitativa e il relativo poliambulatorio, accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale. «In realtà – prosegue il dott. Rusconi – l’idea di costruire la nuova casa di cura riabilitativa a fianco della camera iperbarica risale al 1999: mi rendevo conto che c’era una grave carenza nel nostro territorio nel settore della riabilitazione e abbiamo quindi deciso di fare questo importante passo. Visto poi il successo della casa di cura accreditata nel 2004, abbiamo quindi deciso di proseguire lungo questa strada. La casa di cura era formata da due elementi principali, la parte diagnostica con le attività poliambulatoriali e la parte di degenza. Entrambe funzionavano a dovere e abbiamo iniziato l’acquisizione di nuove strutture per incrementare queste attività».

Dal 2005 al 2015, infatti, si susseguono le acquisizioni di altri presidi tra poliambulatori, ospedali, residenze sanitarie, laboratori e punti prelievo.

“Abbiamo partecipato al bando per la gestione dell’Ospedale di Sarnico, una struttura riabilitativa dove abbiamo voluto riportare tutte le nostre esperienze in questo settore. Abbiamo quindi voluto dare un senso tecnologico a tutti i nostri investimenti cercando di essere sempre all’avanguardia sotto l’aspetto della robotica e della tecnologia più in generale”.

Un discorso particolare è quello che riguarda la robotica all’interno del gruppo.

“Ho sempre desiderato che l’attività riabilitativa all’interno del gruppo fosse “misurata”. Mi spiego. Quando i robot fanno svolgere un’attività compiono per un numero stabilito di volte lo stesso identico movimento, sempre corretto dal punto di vista terapeutico, e, soprattutto, registrano tutto quello che viene svolto. In questo modo è possibile misurare l’entità delle riabilitazione. Per noi si tratta di un aspetto che, abbinato al lavoro dell’équipe terapeutica, risulta fondamentale nel percorso riabilitativo dei pazienti. La robotica di cui disponiamo ci rende un centro d’eccellenza nella riabilitazione sia per gli adulti che per i pazienti in età evolutiva. Oggi la Casa di Cura ha a disposizione palestre tematiche per adulti bambini con una robotica all’avanguardia dedicata di valore assoluto come il Lokomat® per adulti e quello pediatrico (uno strumento specifico per gli arti inferiori), l’Armeo® Spring per adulti e il modello pediatrico (strumento specifico per gli altri superiori) e la realtà virtuale. Mi piace infine ricordare che siamo stati i primi a utilizzare la Risonanza Magnetica Nucleare aperta nei nostri centri. Per noi la tecnologia ha sempre rappresentato un elemento imprescindibile nei servizi offerti all’utenza”.

Il dottor Umberto Bonassi è sovrintendente sanitario di Habilita dal 2010. Ha cominciato la collaborazione nei primi anni 2000 e anche lui ricorda lo sviluppo della struttura di Zingonia come un momento particolare per tutto il gruppo.

“Sicuramente, in questi ultimi dieci anni, uno dei momenti più importanti e di soddisfazione professionale è stato il riconoscimento della struttura, nel 2015, da parte di Regione Lombardia, quale Istituto ad Alta Complessità per la riabilitazione neurologica. Questo momento è stato il coronamento di un percorso, intrapreso per scelta aziendale nel 2010, che ha visto la struttura orientare la propria attività verso la riabilitazione neurologica ad alta tecnologia, sulla base delle positive esperienze precedenti con l’utilizzo del Lokomat (il Lokomat è un dispositivo medico avanzato che permette un training della deambulazione in ambito riabilitativo – ndr). Naturalmente una scelta di questo genere ha comportato una serie di cambiamenti importanti. È stata infatti necessaria una revisione dei protocolli operativi, una riorganizzazione complessiva, una selezione del personale con l’individuazione di nuove figure come medici neurologi, fisioterapisti e tecnici di neurofisiopatologia. È stato un percorso impegnativo ma, allo stesso tempo, anche gratificante. L’attribuzione del titolo di Istituto ad Alta Complessità è stato anche il riconoscimento degli sforzi che abbiamo compiuto nello sviluppare questo percorso che ci ha portato ad essere oggi leader nel settore della riabilitazione neurologica in provincia di Bergamo. Uno strumento essenziale nella crescita della struttura è stata la creazione di un sistema di rete con gli ospedali per acuti presenti sul territorio. Il lavorare in rete, associato all’alta qualità dell’offerta riabilitativa, a portato ad una progressiva ed esponenziale aumento dell’attività, tale da richiedere un ampliamento del numero totale dei posti letto sino agli attuali 87. Nello sviluppo delle attività un ruolo importante è sicuramente legato alla creazione di un nucleo per la riabilitazione dei pazienti affetti da grave cerebrolesione acquisita ed in stato vegetativo. Dal piccolo numero di pazienti dei primi anni siamo arrivati alla costituzione di un vero nucleo specializzato nella riabilitazione di questi pazienti e che consta, attualmente, di 18 posti letto e prevede l’applicazione di tecnologie avanzate, quali il sistema Neurowave. Anche in questo ambito, oggi, Habilita è punto di riferimento sul territorio regionale. Il raggiungimento di questi elevati livelli qualitativi è stato possibile grazie al lavoro di équipe ed alla presenza di collaboratori con cui si è creata una sinergia importante che ha permesso di realizzare gruppi di lavoro multidisciplinari che rappresentano a tutt’oggi la struttura portante delle nostre attività”.

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