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L'intramontabile Oliver Sacks e il Piccolo mondo di Liz Climo: i libri consigliati per Natale - BergamoNews

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L’intramontabile Oliver Sacks e il Piccolo mondo di Liz Climo: i libri consigliati per Natale

Paolo della Libreria Il Parnaso di Ponteranica è un eterno romantico, come potete capire dal suo consiglio per un libro di Natale da regalare.

“Dolcissima, ironica e geniale, una vera coccola per lo spirito. Se non conoscete ancora Liz Climo, questo è il momento buono per farvi del bene! I suoi animaletti buffi e coccolosi non aspettano altro che regalare teneri abbraccioni a tutti quanti. Basta una scorsa alle sue strisce per innamorarsene”. Paolo della Libreria Il Parnaso di Ponteranica è un eterno romantico, come potete capire dal suo consiglio per un libro di Natale da regalare. Prezioso e graditissimo: un libro è sempre un bel regalo da ricevere.

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Un piccolo mondo in cui si incontrano dinosauri, orsi, conigli, squali e bradipi. Un piccolo mondo disegnato con delicatezza e irresistibilmente divertente. Un piccolo mondo per i grandi che non hanno dimenticato la loro anima infantile. Il piccolo mondo di Liz Climo, disegnatrice dei Simpson, è un adorabile capolavoro di ironia pronto a farti ridere!

Paolo, come tutti i bravi librai, sa anche consigliare e allora gli abbiamo chiesto alcune proposte.

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Oliver Sacks – Ogni cosa al suo posto

Come i suoi lettori ben sanno, il tratto che accomunava le varie facce di quella personalità unica che è stato Oliver Sacks era la passione. Una passione destinata ancora una volta a contagiarci, giacché in questo libro ritroveremo tutta la vitalità dell’uomo curioso, l’acutezza dello scienziato, l’empatia del medico, la brillantezza dello scrittore. Risaliremo, sul filo dei ricordi, alla genesi di tante sue inclinazioni: quella per il nuoto, trasmessa dal padre; quella per la storia naturale, maturata nel corso delle visite al Museo di Storia naturale a South Kensington; quella per le biblioteche, innescata dagli scaffali del salotto di casa. Ammireremo la sua non comune capacità di auscultare le neuropatologie e le psicopatologie come fossero irruzioni di antropologie aliene, dalla «figura di cera» congelata nell’immobilità per un «coma ipotiroideo» ad alterazioni percettive quali gli «arti fantasma», dai sintomi terribili dell’encefalite letargica ai più eccentrici disturbi della cognizione o dell’umore. La molteplicità di temi e interessi coltivati in un’esistenza fatta di molte esistenze sovrapposte, dalla vita extraterrestre alle varietà zoologiche – elefanti, oranghi, pesci – ai giardini e agli orti botanici. Una voce perturbante e partecipe, ironica e intensa che connotava – «non importa se nella contemplazione di un’opera d’arte, di una teoria scientifica, d’un tramonto o del volto di una persona amata» – la sua inesauribile voracità conoscitiva.

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Alessandro Sanna – Come questa pietra 

All’origine di queste pagine esiste un viaggio in cui ho provato a far vivere in forme dipinte, le poesie di Ungaretti, Apollinaire, Hemingway, Mandelstam, e altri.” In Come questa pietraIl libro di tutte le guerre, pubblicato da Rizzoli, Alessandro Sanna propone un viaggio attraverso le immagini dei combattimenti scatenati dagli uomini dalle origini ai giorni nostri. Dal lancio di pietre e di frecce ai bombardamenti, alle esplosioni per ricordarci che tutte le guerre si somigliano nella loro insensatezza e distruttività. Senza usare neppure una parola.
“Le mani pensano in direzione diversa dalla mente; sono più audaci e impertinenti; come gli animali lasciati liberi che non si allontanano subito e restano lì a vedere cosa fa l’uomo. E così ho dipinto, sulla stessa carta che toccate, un visionario viaggio”.

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Giancarlo Bresani – C’è sempre per ognuno una montagna

C’è sempre per ognuno una montagna, uscito per la prima volta nel 1969 da Tamari, è un classico della letteratura d’altura. Nuova prefazione di Michele Comi, guida alpina e ideatore, assieme a Nicolò Berzi, del più importante meeting di bouldering mondiale: Il Melloblocco.
“Sono in piedi nel sole e nel cielo e il vento mi urta, mi piega, mi squassa. È la mia vetta. I giganti delle Alpi, lontani, appaiono piccoli. In valle i dorsi squamosi del ghiacciaio rigano di bianco sporco il rosso delle rocce e il verde cupo delle abetaie. Quassù i colori sono forti, intensi, senza mezze tinte. La neve abbaglia, le sensazioni aggrediscono con forza estrema. È un mondo che ti può lacerare l’animo se non sei pù forte di tutto, perfino di te stesso”.
Nel 1945 Giancarlo Bregani, nato alpinisticamente in Valtellina, al cospetto dell’imponente Gruppo del Bernina, era poco più che un ragazzo appena uscito dagli anni oscuri della guerra. Un giorno di agosto, a quindici anni, si lasciò tentare da un paio di vecchie scarpe chiodate e da un sentiero ritto nel folto di un bosco, per raggiungere “quel mondo irto di luci e di forme, profondo di suoni inespressi, enorme per masse e per spirito”. Era la Montagna che gli si presentava. Fu l’inizio di un amore e di una passione che non l’avrebbero più lasciato. Nel libro racconta dei suoi inizi, delle prime, semplici vie ma anche delle “prime” assolute degne di ogni attenzione. Storie profonde, talvolta drammatiche, che concedono molto alle emozioni, che parlano di paure e di soddisfazioni, di fulmini e di compagni di cordata, e di tutto quello che di bello la vita di montagna può regalare. Compreso il “canto corale”, del quale Bregani è stato riconosciuto studioso, interprete e ambasciatore nel mondo.

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Jim Carroll – Jim entra nel campo di basket

“A soli tredici anni, Jim Carroll scrive meglio dell’89 per cento degli autori di romanzi attualmente in attività”.
Questo il parere che Jack Kerouac espresse alla prima lettura delle pagine di diario da cui nasce Jim entra nel campo di basket: un memoir che all’epoca della sua pubblicazione, nel 1978, fece immediatamente scalpore e che da allora è sempre rimasto un libro di culto per gli amanti delle figure letterarie più «irregolari » e ribelli. Nel 1995 ne è stato tratto un film (Ritorno dal nulla), in cui Carroll era interpretato da Leonardo Di Caprio.
È il racconto di un’adolescenza newyorkese fra l’autunno del 1963 e l’estate del 1966, fatta in minima parte della normalità delle aule scolastiche e dei campetti di basket, ma nutrita soprattutto di scorribande per le strade, sperimentazioni con l’eroina e l’LSD, scoperta del sesso, contatti di volta in volta illuminanti o violenti con l’umanità più varia: preti, spacciatori, poliziotti, tossici, pervertiti, attivisti marxisti e piccoli campioni di pallacanestro – il tutto raccontato con la vitalità trascinante e l’ironia sferzante del miglior punk.

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