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Nuovi voucher: chi può (e come) usare il libretto famiglia

Insegnamento privato, piccoli lavori domestici, assistenza domiciliare per bimbi e anziani...

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I “vecchi” voucher che regolamentavano il lavoro accessorio sono stati abrogati e sostituiti (con la Legge 21.6.2017, n. 96) disciplinando il lavoro occasionale attraverso  il Libretto Famiglia e i Contratti di Prestazione Occasionale.

È così possibile ricorrere, per le famiglie persone fisiche, all’utilizzo del Lavoro occasionale mediante il Libretto Famiglia, in maniera contenuta ed entro determinati limiti di reddito a seconda del soggetto (se utilizzatore o prestatore del servizio):

– Fino ad un massimo 5.000 euro, con riferimento a tutti gli utilizzatori: limite per ogni prestatore

– Non più di 5.000 euro, con riferimento a tutti i prestatori: limite per l’utilizzatore

– Non più di 2.500 euro con riferimento ai medesimi utilizzatori e prestatori

Questi importi si considerano al netto dei contributi e dei costi di gestione.

La misura del computo dei compensi è calcolata al 75% (quindi il limite complessivo passa da 5.000 euro a 6.666 euro) se le prestazioni di tipo occasionale sono svolte da:

– titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;

– giovani studenti con meno di 25 anni di età (devono risultare regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico);

– disoccupati (soggetti privi di impiego che dichiarano la propria disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e partecipare a misure di politica attiva);

– percettori di prestazioni di sostegno del reddito.

Utilizzatori e prestatori, prima di fruire del servizio, sono tenuti a registrarsi, ognuno a seconda del proprio profilo, sul sito dell’Inps, accedendo con le proprie credenziali o tramite contact center o con l’aiuto di intermediari autorizzati.

Sulla piattaforma Inps l’utilizzatore provvederà ad acquistare un libretto nominativo tramite il servizio di pagamento elettronico, così detto “Libretto Famiglia”, per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a favore dell’utilizzatore da uno o più prestatori nell’ambito di:

-​piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;

-​assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;

-​insegnamento privato supplementare.

Il valore nominale di tali titoli è fissato in 10 euro, utilizzabili per prestazioni di durata non superiore a un’ora. Per ciascun titolo di pagamento sono a carico dell’utilizzatore la contribuzione nella misura di 1,65 euro, il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali stabilito nella misura di 0,25 euro e un piccolo importo di 0,10 euro è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

Per denunciare la prestazione, l’utilizzatore, accedendo alla piattaforma telematica Inps, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, comunica i dati anagrafici del prestatore, il compenso, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione. Il prestatore riceve contestualmente una notifica attraverso comunicazione sms o tramite e-mail.

I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sul suo stato di disoccupato.

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