BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Buffetti si prende il 100% delle Cartiere Pigna

Ora con la cessione delle quote di Giorgio Jannone e DeA Capital, Cartiere Pigna si avvia ad una nuova fase della sua storia industriale.   

Il gruppo Buffetti,  leader nella distribuzione di prodotti per ufficio, scolastica e modulistica, ha concluso le operazioni per salire al 100% delle Cartiere Pigna, per anni leader di mercato della cartotecnica di qualità che solamente 4 anni fa si trovava sull’orlo della liquidazione.

È quanto si legge su Affari & Finanza, inserto de La Repubblica, in un articolo di Luca Pagni. 
Si uniscono così in matrimonio due marchi che hanno accompagnato la vita scolastica e lavorativa di milioni di italiani. Buffetti amplierà la gamma di prodotti Pigna in vendita nei suoi scaffali e vetrine. Inoltre investirà nel lancio di nuovi prodotti che non si limiteranno a quaderni, agende, notes, ma si allargheranno a matite, pennarelli, pastelli, zaini e regalistica. Il progetto punta a trasformare Pigna in un marchio globale, a cominciare da un progetto di espansione negli Stati Uniti.

Non si tratta solamente di una strategia industriale, ma anche finanziaria. L’operazione parte nel 2015, quando la famiglia Jannone rileva Cartiere Pigna, attirata dal marchio e dalla possibilità di risollevare dalla crisi il gruppo fondato 180 anni fa dalla storica famiglia bergamasca dei Pesenti Pigna, ma le cui origini industriali nella carta risalgono al Seicento e alla famiglia Borromeo, la stessa del cardinale di manzoniana memoria. Nonostante gli sforzi, il sacrificio occupazionale – i dipendenti sono passati da 500 a poco più di 100 – gli accordi che hanno visto il sindacato e il Tribunale fallimentare parte attiva nel tentativo di rilancio, la svolta avviene nel 2017 con l’ingresso di uno dei fondi de DeA Capital della famiglia De Agostini che rileva il 51% del capitale. Al fondo si aggiunge l’anno dopo Buffetti (dal 2006 controllato dal gruppo Dylog). 

L’operazione di rilancio del marchio – che ha permesso l’uscita dal concordato preventivo nel luglio scorso – è dimostrata dai bilanci degli ultimi anni. Dopo l’ingresso come presidente e ad di Massimo Fagioli. Il 2019 dovrebbe chiudersi con un giro d’affari pari a 32 milioni di euro, non lontano dai 36 milioni del 2015, quando la società ha cominciato a mostrare le prime difficoltà (con il fatturato sceso fino al punto più basso, 26,1 milioni del 2017). I flussi di cassa in ripresa hanno permesso così di ridurre l’esposizione con le banche. La posizione finanziaria è passata dai meno 61 milioni del 2015 ai 12 del 2018 fino ai meno 9 milioni previsti per fine anno.

Il primo passo è avvenuto con l’ingresso di DeA Capital, attraverso uno dei fondi CCR Credit Corporate Recovery, i quali hanno al loro attivo la gestione di 24 società (con 10 mila dipendenti indotto compreso e oltre 2 miliardi di fatturato complessivo). Ora con la cessione delle quote di Giorgio Jannone e DeA Capital, Cartiere Pigna si avvia ad una nuova fase della sua storia industriale.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.