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A Bologna sconfitta amara: senza Gomez l’Atalanta si punisce coi propri errori

L'argentino mancava anche nell'ultimo ko in trasferta, a Torino contro i granata a febbraio. La sua assenza quella che ha pesato di più al Dall'Ara

Dalla musica molto suggestiva della Champions a quella più casereccia del liscio: l’Atalanta torna a confrontarsi con la Serie A e butta al vento tre punti, che sarebbero stati ancora più pesanti pensando alle assenze dei big. Tre punti in emergenza avrebbero fissato un’altra impresa straordinaria.

Invece è un’Atalanta normale e anche in vena di regali quella che a Bologna colleziona sei palle gol limpide (due Malinovskyi. una Pasalic, due Barrow e una ancora Malinovskyi) e riesce a trasformare solo un’occasione.

E oltre ai gol mancati pesa la partenza sofferta come non accadeva da tempo: la coppia Orsolini (ex della partita) – Palacio (vecchio pallino di Gasperini: “Rodrigo è un campione”) fa il bello e il cattivo tempo nel primo quarto d’ora e spacca la partita con il gol di Palacio. Più casuale (se pur bella) la rete di Poli all’inizio del secondo tempo

Che cosa non ha funzionato? Forse l’Atalanta ha pagato la fatica della Champions? Anche no. Un po’ è mancata di testa, soprattutto nel primo tempo quando la squadra all’inizio ha subito l’aggressività dei rossoblu.

Le gambe giravano bene, sarebbe servita però un po’ di quella qualità che è sempre indispensabile, se vuoi vincere. Muriel non è sul taccuino delle palle gol e da uno come lui ci si deve aspettare molto di più, se è vero che nei circa 40′ giocati fa meglio Barrow, che è la riserva delle punte. Poi anche lui riesce solo a fare un assist e non fa gol, ma qui si torna al problema di partenza, cioè all’emergenza attacco.

Poi non sarà solo un caso se anche nell’ultima sconfitta in trasferta (a Torino contro i granata nel febbraio scorso) mancava Gomez: quando gioca, cioè quasi sempre, il Papu è un continuo punto di riferimento ed è già positivo che la squadra non si sia smarrita, cercando molto gli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti.

Bologna è molto amara perché l’Atalanta non perde per inferiorità, ma per i propri errori. Costruisce molto ma conclude male.

Infine, l’attaccante migliore è Palacio, che anche a 37 anni farebbe comodo a tanti. Gasp fa esordire in A Colley e commenta: “Abbiamo tanti giovani bravi, se non abbiamo ambizioni e obiettivi è una buona opportunità vedere anche loro…”. E ci sta anche la provocazione in chiave mercato (“se non abbiamo obiettivi…”). Ma è chiaro che gli dà molto fastidio aver perso altri punti, anche a Bologna la sua Atalanta avrebbe potuto coronare un’altra rimonta.

Gli obiettivi? Gasp non intende certo cullarsi nella gloria della Champions (oggi, lunedì 16 dicembre, il sorteggio degli ottavi) e già domenica col Milan vedremo un’Atalanta più attenta e concreta.

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