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Dopo l’impresa di Kharkiv torna la Serie A: l’Atalanta al Dall’Ara vince da tre anni

In Emilia nelle ultime tre stagioni i nerazzurri hanno sempre trionfato. Sarà emergenza in attacco: senza Gomez, Ilicic e Zapata, Gasperini si affida a Malinovskyi, Pasalic e Muriel

Rituffarsi nel campionato dopo quello che è successo mercoledì non è facile. Le emozioni vissute, le lacrime di gioia, l’incredulità di quanto compiuto dai nerazzurri aleggia ancora sulle teste di tutti i tifosi.

Eppure bisogna, ancora una volta, lasciarsi momentaneamente alle spalle questa favola e pensare alla gara odierna che vedrà i ragazzi di Gasperini impegnati in trasferta sul difficile terreno del Bologna.

Inutile forse ripetere che quanto ha saputo fare la formazione atalantina in Champions ha dello straordinario, ma forse proprio questo aspetto e le conseguenti energie psicofisiche spese in Ucraina potrebbero essere un ostacolo nell’affrontare la formazione felsinea.

Anche perché il Bologna si trova al 12° posto in classifica, in una posizione apparentemente tranquilla ma in realtà avanti di soli 5 punti rispetto alla terz’ultima. Chiaro quindi quanto la sconfitta casalinga rimediata domenica contro il Milan sia stata pesante e obblighi necessariamente i rossoblu a dover cercare la vittoria nella gara odierna.

Conseguenza di tutto ciò è che gli uomini di Gasperini troveranno un avversario motivato e carico, che farà l’impossibile per portare a casa i tre punti e soprattutto evitare un’eventuale nuova debacle interna che complicherebbe non poco la situazione di classifica.

Ovvio però che l’Atalanta non abbia alcuna intenzione di mollare la presa, specie dopo le ultime vittorie contro Brescia e Verona che la pongono ancora a ridosso delle primissime. Lo stesso presidente Percassi in settimana ha dichiarato che servono assolutamente tre punti contro il Bologna.

La formazione di Mihajlovic, dopo un’ottima partenza (2 vittorie ed un pareggio) non ha saputo mantenere questo trend ed ha alternato buone prove a prestazioni non convincenti. A parziale discolpa dei bolognesi, bisogna dire che certamente le gravi condizioni fisiche del mister serbo non hanno aiutato i giocatori nel riuscire ad avere quel clima di serenità che ci dovrebbe sempre essere per poter rendere al meglio.

Le due squadre si sono affrontate al Dall’Ara in serie A per 48 volte: 29 le vittorie del Bologna, 8 quelle nerazzurre e 11 pareggi. Includendo anche le gare disputate a Bergamo la situazione va in equilibrio, 36 successi rossoblu, 34 nerazzurri e 26 pareggi.

La Dea vince in Emilia da tre anni consecutivi. Nello scorso torneo prevalse per 1-2 grazie alle reti di Mancini e Zapata che ribaltarono il vantaggio di Mbaye. La più recente vittoria rossoblu risale al torneo 2015-2016 e fu un secco 3-0 in una gara nella quale i felsinei dominarono: Giaccherini, Destro e l’ex Brienza gli autori delle marcature. Per trovare l’ultimo pareggio dobbiamo tornare indietro di 10 anni, al 2009-2010 quando il Bologna si illuse grazie alla doppietta di Di Vaio e poi Manfredini e Chevanton fissarono il punteggio sul 2-2 finale.

La vittoria con maggior scarto in serie A (che corrisponde anche alla partita con il maggior numero di gol) è quella del settembre 1949. In quell’occasione post bellica, la Dea annientò gli avversari vincendo per 6-2 grazie alla tripletta di Hansen, alla doppietta di Sorensen ed al gol di Randon.

Nell’attacco felsineo può rivedersi Orsolini dall’inizio sulla destra a svantaggio di Skov Olsen. In mezzo al campo dovrebbe giocare Medel, con Dzemaili che avanzerebbe così sulla trequarti, mentre sarebbe destinato alla panchina Schouten. Ancora fermi ai box Soriano. Sulla sinistra della difesa può essere rinnovata la fiducia a Denswil, complici anche le assenze degli infortunati Dijks e Krejci.

In casa nerazzurra problemi in attacco, visto che sarà assente, oltre a Zapata e Ilicic, anche il Papu Gomez. Gasperin potrebbe rilanciare dal 1 minuto de Roon, spazio poi sulla destra per Hateboer, mentre in difesa torna Toloi (assente mercoledì) insieme a Djmsiti e Palomino. Davanti favorito Malinovskyi per sostituire Ilicic, con Muriel e Pasalic.

Un solo giocatore ha vestito la maglia dell’altra squadra: si tratta di Riccardo Orsolini, una sola stagione a Bergamo con 7 presenze e tante attese non proprio rispettate. Vi sarà però un altro doppio ex che vedrà la partita dal paradiso nel quale è entrato pochi giorni fa. Mi riferisco a Franco Janich, 38 presenze a Bergamo e ben 294 (e uno scudetto) a Bologna, grande uomo e amico di mio padre, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente.

Anche lo stadio di Bologna nacque nello stesso periodo di quello di Bergamo, nel 1927 e fu considerato il “Primo vero stadio d’Italia”, sia per la capienza che per le funzioni polisportive, ma soprattutto perché fu il primo stadio al mondo dotato di un impianto d’illuminazione notturna sul campo.

Il Bologna è una squadra di grandi tradizioni, capace di vincere ben 7 scudetti. Il primo di questi, quello del 1925, fu vinto indossando un’inedita maglia verde che fu scelta dall’allora dirigente Enrico Sabattini, per imitazione di quella del Rapid Vienna.

Nel Tour e nella Vuelta la maglia verde viene indossata dal leader della classifica a punti: beh, oggi il Bologna è tutt’altro che leader mentre la Dea prova ad arrivarci, magari con i tre punti odierni.

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