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“Scienza nei processi, per capire se imputati e testimoni dicono la verità”

Al via la nuova stagione degli eventi formativi promossi dalla Scuola forense dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo

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Al via venerdì la nuova stagione degli eventi formativi promossi dalla Scuola forense dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo. A inaugurare la rassegna “La Giustizia è una ricerca”, l’iniziativa che ha avuto come relatrice la psicologa e psicoterapeuta Moira Liberatore dell’Unità Psico Forense di Milano. Salutata dalla Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Francesca Pierantoni e introdotta dai noti penalisti Mauro Angarano, Direttore della Scuola forense, e Claudia Zilioli, esperta in diritto di famiglia, Liberatore si è soffermata sul ruolo della psicologia nel processo penale e, nel merito, dei criteri scientifici che permettono una valutazione dell’idoneità del minore a rendere testimonianza.

Convegno avvocati
Convegno avvocati

“Scienza e processo nel penale sono legati a doppio filo”, esordisce Angarano. “Il metodo critico dovrebbe essere nel DNA del processo. Il metodo scientifico deve essere guida e strumento di conoscenza che, applicato, può permetterci di avvicinare quanto più possibile la verità processuale alla verità storica. Il Giudice non è lo scienziato del processo ma un arbitro delle motivazioni scientifiche, che fa affidamento al sapere scientifico”.

È possibile verificare la testimonianza? Valutare l’idoneità a rendere testimonianza? E l’attendibilità di un testimone? Domande che si pongono con ancor maggiore necessità quando sono coinvolti minori e nel caso di reati particolarmente gravi e odiosi a loro danno. Ne ha restituito l’urgenza e la delicatezza della questione Claudia Zilioli nel suo intervento. “I minori hanno capacità testimoniale: a tutti gli individui è riconosciuta. Ma sono gli esperti, i periti psicoforensi, gli scienziati della materia, competenti a valutare se il minore è idoneo a rendere testimonianza. Nell’indagarlo devono rifarsi a precisi e specificati modelli teorici, protocolli e linee guida nazionali e internazionali, sempre più utili e necessari. Un lavoro siffatto può essere a sua volta valutato. Il metodo scientifico permette di avvicinarsi il più possibile alla formazione della prova”.

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Sulla stessa linea Moira Liberatore: “Il perito psicoforense rende, con il suo lavoro verificabile e valutabile, l’idoneità del minore a testimoniare non l’attendibilità della testimonianza. L’idoneità non implica l’attendibilità o la credibilità della testimonianza”. Indispensabile per la Liberatore sviluppare cultura in tal senso. “Negli ultimi 20 anni si è diffusa la consapevolezza della complessità della materia. Interrogare un minore è molto difficile, si possono commettere errori grossolani che possono danneggiare, ulteriormente e fortemente il minore e compromettere irrimediabilmente il raggiungimento della verità”.

Gli incontri della Scuola forense dell’Ordine degli Avvocati continuano in materia civile e penale per tutto il 2020. Per ulteriori informazioni http://www.avvocatibergamo.it/

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