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Aida, tra dolore e fedeltà: a vincere è sempre l’amore

Questa versione di Aida insegna una sacrosanta verità. Non servono trucchi magici o meccanismi spettacolari per dare vita a qualcosa di grande valore. Nelle piccole cose può vivere la grandezza.

24 dicembre 1871, Il Cairo. Al teatro dell’Opera nasceva un mito che ancora adesso vive. L’Aida di Giuseppe Verdi, una delle opere più famose, non smette mai di lasciare a bocca aperta.

È il mix di musica, trame complicate, scenari stravolgenti a rendere l’Aida una storia immortale. E non ha bisogno di essere mastodontica per travolgere senza punto di ritorno. Ne è la prova la versione andata in scena nella serata di venerdì 13 dicembre al teatro Sociale di Bergamo, una coproduzione di Opera Lombardia e del Teatro Regio di Parma. Il primo titolo della stagione di “Lirica e Concerti” promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti ripropone al pubblico uno fra i più celebri allestimenti di Franco Zeffirelli, ripreso per l’occasione dal regista Stefano Trespidi.

Aida al teatro sociale foto di Roberto Ricci

“Già da molto tempo coltivavo l’idea che con quest’opera colossale Verdi avesse in realtà inseguito una storia molto privata e molto intima – scriveva Zeffirelli all’epoca della messa in scena al Teatro Verdi di Busseto – che una visione nuova dentro quello piccole mura avrebbe potuto valorizzare. Un teatro con soli duecentocinquanta posti e un proscenio largo appena sette metri era più che sufficiente per creare una “Aidina, piccola ma immensamente grande”.

Del resto, anche la protagonista, Aida, interpretata da Maria Teresa Leva, è una donna piccola, a tratti fragile, ma grande e forte. Divisa tra l’amore per la patria, la selvaggia Etiopia, per il padre Amonasro (Leon Kim) e quello per Radamès (Samuele Simoncini), giovane guerriero che guiderà i soldati egiziani contro il nemico invasore. Amneris (Cristina Melis) è un altro personaggio fondamentale per la trama, divisa tra il rispetto per il dolore di Aida, la fedeltà per il popolo egizio e l’amore che anch’essa prova per Radamès. Come sempre, sarà l’amore a trionfare, nel bene e nel male.

Aida al teatro sociale foto di Roberto Ricci

L’Aida andata in scena al Teatro Sociale è la perfetta sintesi di una messinscena che non toglie spazio alla musica. A dirigere l’orchestra dei pomeriggi musicali Pomeriggi Musicali e del Coro di OperaLombardia è stata la bacchetta di Francesco Cilluffo, musicista torinese, tra i direttori d’orchestra più interessanti del momento.

Questa versione di Aida insegna una sacrosanta verità. Non servono trucchi magici o meccanismi spettacolari per dare vita a qualcosa di grande valore. Nelle piccole cose può vivere la grandezza.

Aida al teatro sociale foto di Roberto Ricci

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