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Geometri a rischio estinzione, ma i diplomati trovano subito lavoro fotogallery video

Le richieste di diplomati nell’ambito delle costruzioni sono in continua crescita mentre ogni anno si assiste ad una riduzione del numero degli iscritti al corso per geometri, trasformato dalla controriforma Gelmini in CAT.

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Rischio di estinzione per la storica figura del geometra trasformato dalla controriforma Gelmini in CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio): a lanciare l’allarme è l’Istituto Tecnico Giacomo Quarenghi di Bergamo che da sempre, per vocazione e tradizione, ha operato a stretto contatto con il mondo dei geometri. Dall’altra parte il settore delle costruzioni che lamenta proprio la mancanza di tecnici.

geometra

Per dare risonanza al fatto che oggi le richieste di diplomati nell’ambito delle costruzioni sono in continua crescita mentre ogni anno si assiste ad una riduzione del numero degli iscritti al corso CAT, e di conseguenza anche del numero dei relativi diplomati, l’Ance di Bergamo, con il Quarenghi, ha organizzato un convegno sul tema “Dialogo scuola-lavoro” per affrontare il problema alla presenza delle istituzioni scolastiche della provincia, degli ordini professionali, delle aziende che operano nel settore e degli studenti delle classi terze e quarte del Quarenghi che hanno intrapreso il percorso scolastico e a cui sono stati presenti diversi sbocchi occupazionali.

“La mancanza di geometri – spiega Giovanni Biffi, presidente gruppo giovani imprenditori edili Ance Bergamo – è legata alla crisi del settore edile e al danno d’immagine conseguente per cui si è fatto avanti in convincimento che l’edilizia non offra più sbocchi professionali e prospettive occupazionali. Una professione che una volta vantava un grande rispetto, come oggi del resto, ma che, a quanto sembra, sempre di più si allontana dai sogni e delle ambizioni delle giovani generazioni”.

“In dieci anni – continua Biffi – abbiamo registrato un calo del 40% che interessa sia le imprese operante nel settore che gli occupati. Ma è necessario guardare i numeri perché nel 2018 c’è stata un’inversione di tendenza con una crescita del 2% che ha toccato il 5% nel 2019, con nuove imprese che oggi, in Bergamasca, sono 900 e gli addetti circa 7.700”.

“Perché questo trend continui ci aspettiamo interventi strutturali come l’efficientamento energetico degli edifici o il bonus ristrutturazioni. La politica deve sostenere la ripresa ma l’edilizia lamenta anche altri problemi legati al ricambio generazionale. Con i ragazzi che optano per altri indirizzi scolastici non c’è stato un ricambio, non ci sono nuove leve che sostituiscono le maestranze che, andando in pensione, escono dal mondo del lavoro e, di conseguenza, non c’è trasmissione di competenze”.

Non mancano solo geometri “la crisi formativa interessa anche la stessa scuola edile ed i corsi universitari. L’edilizia non è avvertito come un settore in crescita, nonostante i numeri, e di conseguenza ha perso il suo appeal anche se Bergamo vanta una lunga e solida tradizione. Come associazione di categoria chiediamo che le scuole, oltre alla formazione, tengano viva la passione per questo mestiere”.

A nove anni dall’introduzione della Riforma Gelmini, quello che un tempo era il percorso per geometri è ancora in cerca della sua identità. Il cambio di nome in CAT Costruzione, Ambiente e Territorio ha provocato un crollo verticale delle iscrizioni. In pochi anni si sono perse decine di classi.

“All’istituto G. Rubini di Treviglio c’è solo la quinta composta da 11 alunni – spiega Claudio Regonesi, docente dell’istituto tecnico G. Quarenghi -, all’istituto paritario dei Salesiani di Treviglio e per il centro studi paritario Leonardo Da Vinci di Bergamo il corso non c’è per mancanza di iscritti. In altri istituti del territorio non potrà partire, con conseguente soppressione del corso stesso. Il Quarenghi è l’unico istituto che al suo attivo ha tre corsi CAT”.

Dall’anno scolastico 2010-11 ad oggi i diplomati nei corsi costruzioni, ambiente e territorio della provincia di Bergamo sono passati da 420 a 182 e, nel 2024 si prevede che scendano a 113, “segno –secondo Regonesi – di una sempre maggiore disaffezione alla professione”.

Cosa si può fare per invertire la tendenza? “Agire sull’opinione pubblica rimarcando che in questo settore ci sono ottime possibilità occupazionali e soddisfazioni, non solo dal punto di vista retributivo, ma anche per un servizio svolto a favore dell’intera comunità. E poi è necessario migliorare l’offerta formativa, aiutando i ragazzi a costruirsi un bagaglio di competenze in base alle richieste del mondo del lavoro”. 

Confortanti, invece, i dati sull’occupazione con il 53,1 % del diplomati (anno scolastico 2018-19) che ha scelto di non proseguire gli studi dopo il diploma e il 74,4% che, a tre mesi dal diploma, ha già trovato un impiego, mentre il restante 25,6% non ha trovato occupazione perché le offerte ricevute non hanno risposto alle loro aspettative occupazionali. Diversi anche i contratti stipulati: il 21,9% è stato assunto a tempo indeterminato, il 25% a tempo determinato, il 27% con un contratto di apprendistato. “Gli effetti di questo calo di iscritti si farà sentire nei prossimi anni se si considera che un corso di studi si esaurisce in cinque anni”.

“Da parte delle famiglie – sottolinea il docente dell’istituto tecnico G. Quarenghi – c’è la convinzione che per avere un impiego sia necessario laurearsi, rimandando al tempo dell’università la scelta sul futuro professionale. Aumentano le richieste dei diplomati che, oggi, possono trovare opportunità occupazionali in attività considerate di nicchia come la difesa del suolo o la mitigazione del rischio idrogeologico”.

“Dal 2014 ad oggi siamo passati da 2.200 iscritti a 1.840 – ricorda Enrico Teanini, consigliere del collegio dei geometri della provincia di Bergamo -, segno della crisi del settore e della mancata consapevolezza che quella del geometra è una figura fondamentale per la salvaguardia del territorio, capace di operare in più ambiti. Sicuramente il cambio del nome – da geometra a CAT – non ha giovato”.

“Oggi sono richieste figure che sappiano cosa sia la bioarchitettura, la domotica, il restauro conservativo, la demolizione – sottolinea Donato Musci, presidente dell’Ordine degli ingegneri -. Il settore edile offre un mondo di opportunità nella libera professione. Il suolo è scarso e nuove costruzioni andranno sempre più diminuendo. I futuri esperti dovranno quindi saper affrontare sfide nuove e la scuola ha il compito di intercettarle e coglierle”.

“In un’azienda come la Vitali – spiega Stefania Barzaghi, responsabile dei servizi di gestione integrata della Vitali spa – la figura del geometra è fondamentale e noi abbiamo difficoltà a trovarne. Non c’è più solo la didattica in aula a corredare il percorso curriculare di uno studente, ma anche l’esperienza nelle aziende, negli enti pubblici. E proprio grazie a questa interazione si possono garantire ai giovani maggiori competenze e conoscenze, molte delle quali, dopo averle apprese, vengono messe alla prova e affinate durante quella che definiamo alternanza scuola lavoro”. E alcuni consigli: “Non è possibile presentare un curriculum senza la voglia di mettersi in gioco. Senza il desiderio, prima di tutto, di scommettere su se stessi. Non ci si può presentare ad un colloquio di lavoro accompagnati da un genitore. Il segreto è rubare il mestiere a chi ci sta accanto”.

“Il Quarenghi – racconta Massimo Deldossi, direttore tecnico Smv Costruzioni srl- è un ottimo istituto, che si è guadagnato credibilità in piazze importanti come Milano. L’aver frequentato questa scuola può essere considerata una credenziale a tutti gli effetti”. Nella ristrutturazione della Curva Nord dello stadio dell’Atalanta la Smv, che si è occupata del coordinamento dei lavori, ha impiegato 150 giorni con 250 operai presenti e 5 tecnici. “Mi piace ripetere che il geometra è l’artista che realizza il prodotto finale”.

Al termine del convegno, prima di ricevere l’attestato con cui le aziende hanno certificato lo svolgimento di alternanza scuola-lavoro dello studente, alcuni ragazzi hanno raccontato le impressioni maturate all’interno delle aziende.

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