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Prof sgozzata a Seriate, la chiave nel Dna sul taglierino nella siepe

Il giudice ha respinto la richiesta di eccezione della difesa di Antonio Tizzani, marito dell’ex insegnante di italiano

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Rimane a processo la prova del Dna dell’imputato sul taglierino ritrovato nella siepe di Seriate un mese dopo l’omicidio di Gianna Del Gaudio. Il giudice Giovanni Petillo ha respinto la richiesta di eccezione dell’unico imputato, Antonio Tizzani, marito dell’ex insegnante di italiano sgozzata a 63 anni nella sua villetta in piazza Madonna delle Nevi, la notte tra il il 26 e il 27 agosto 2016.

tizzani del gaudio seriate

Tizzani, 71 anni, si è sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti, raccontando di essere rientrato in casa dopo aver bagnato il giardino e aver visto un uomo incappucciato fuggire dalla porta della cucina, prima di trovare la moglie a terra in un lago di sangue.

Al termine di oltre tre anni di complesse indagini, l’ex ferroviere è stato rinviato a giudizio con la pesante accusa di aver ammazzato la moglie presumibilmente con un taglierino, ritrovato un mese dopo l’omicidio in una siepe a 400 metri dalla loro abitazione, sporco di sangue della vittima e con un Dna sulla lama, che per i Ris è del marito. Nella stessa busta c’erano però anche un paio di guanti in lattice con un secondo codice genetico, di un soggetto ignoto.

Nell’udienza di giovedì 12 dicembre il giudice si è pronunciato sulla richiesta della difesa di escludere dal procedimento il fascicolo riguardante le tracce genetiche ritrovate sul cutter, poiché secondo il legale Giovanna Agnelli “l’accertamento svolto dai Ris era stato fatto senza avviso alle parti. E in quell’occasione, in cui venne trovato il Dna di Tizzani, ci sarebbe stata una contaminazione”.

La difesa di Tizzani ha invece chiesto che vengano introdotte le relazioni sul dna di un altro omicidio, quello di Daniela Roveri, avvenuto martedì 20 dicembre di quell’anno a Colognola, ipotizzando un possibile collegamento tra i due casi.

Il pubblico ministero Letizia Cocucci si è opposta, in quanto si tratta di un’indagine ancora in corso e quindi coperta dal segreto istruttorio.

Il giudice ha rinviato la decisione alla prossima udienza, in programma giovedì 19 dicembre alle 10.

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