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Val di Scalve del Seicento e donne assassinate nel romanzo di Giovanni Ravanelli

Un romanzo storico che verrà presentato venerdì 13 dicembre a Bergamo

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Appassionato di storia europea, di geografia e camminante, Giovanni Ravanelli, 46enne di Bergamo ha dato alle stampe “La Torre di Siloe“, romanzo storico ambientato tra il Cinquecento e il Seicento in valle di Scalve all’epoca sotto il dominio della Repubblica di Venezia. A quel tempo, stabilito un accordo con gli abitanti di Borno, che pone un freno a secoli di lotte, la valle riforma le sue leggi. L’epoca è segnata da pestilenze e carestie, mentre le stagioni diventano sempre più imprevedibili e fredde. I soprusi dei potenti sono all’ordine del giorno, come le periodiche scorrerie di Tomaso dei Capitanei. Si arriva infine alla grande peste del 1630, che fa strage in tutta Lombardia.

Testimone di una parte di questi avvenimenti è Andrea Silini, notaio della vicinia di Vilmaggiore, che diversi anni dopo indirizza al figlio uno scritto, in cui racconta la scoperta delle sue vere origini e l’ascesa sociale da giovane contadino a uomo di legge, chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità all’interno della Comunità di Scalve.

Come Cancelliere di valle e successivamente a titolo personale, Andrea si trova ad affrontare la vicenda di alcune donne, uccise in quello che diverrà noto come il “fienile delle streghe”. La ricerca
dell’assassino dura alcuni anni, tra piccoli indizi, errori di valutazione e testimonianze apparentemente insignificanti, e termina sullo sfondo buio del 1630. Verità e giustizia si scontreranno così con la dura realtà dell’epoca.

Il libro “La Torre di Siloe” verrà presentato dall’autore venerdì 13 alle 18 alla libreria Ubik di Borgo Santa Caterina a Bergamo. Sarà presente anche lo chansonnier Luciano Ravasio.

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