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Per Gosens prestazione in crescendo, Gomez è il grande trascinatore

GOLLINI 7,5: Si supera su colpo di testa di Moraes al 36′. Si ripete e diventa decisivo al 1′ di recupero.

MASIELLO 6,5: Qualche rinvio da oratorio, comunque a liberare le paure più che l’area. Vince l’esperienza e la tranquillità dimostrata.

MALINOVOSKYI (Dal 15′ st) 6,5: Ritorno a casa da libro cuore. Entra con il passo giusto creando spazi subito sfruttati per l’iniziale vantaggio di Castagne che cambia la storia.

DJIMSITI 7: Messo a destra non prova alcun disagio. Sempre pericoloso nelle azioni da calcio d’angolo. Insuperabile nella fase difensiva, commette un solo errore, al 9′ della ripresa, quando perde palla a metà campo lasciando la ripartenza agli avversari.

PALOMINO 7,5: Bravo a provocare il fuorigioco con Var che accompagna l’annullamento al quarto d’ora. Domina l’area con grande sicurezza permettendosi disimpegni puliti nel fare ripartire l’azione.

CASTAGNE 7: Bravo nel proporsi, non sempre con il passaggio decisivo. Lo diventa senza paura seguendo l’invito del Papu. Mai fermo.

DE ROON 7: Esce tutta la sua esperienza in ambito internazionale. A tutto campo detta i ritmi e corre a difendere. Decisiva la sua deviazione a salvare l’imbattibilità di Gollini.

FREULER 7: Come una vecchia Singer a cucire una metà campo che soffre i palleggiatori brasiliani dello Shakhtar. Il suo passo, l’essere sempre presente in tutte le zone del campo crea superiorità numerica decisiva fino a innervosire Dodo che si merita il rosso che spiana la vittoria all’Atalanta.

GOSENS 7: In difficoltà su Tetè nelle uscite alte, crea qualche fastidio alla linea difensiva, finché rimedia Palomino. Sfortunato di testa al 25′, reagisce alle iniziali difficoltà con una prestazione in crescendo culminata con il terzo gol.

PASALIC 7: Quasi a uomo su Stepanenko, che limita. Sacrificio decisivo, si conferma negli inserimenti fino al colpo decisivo del raddoppio.

GOMEZ 8: Era scappato dall’Ucraina, mai scelta fu più azzeccata per lui, per l’Atalanta. Un paio di grandi occasioni nel primo quarto d’ora, poi tanto sacrificio anche in copertura. Dal suo piede nascono tutte le azioni decisive che costringono a ripetuti falli per bloccarlo.

MURIEL 6: Troppo altruista al 5′ a favorire Pasalic senza essere cinico come dovrebbe un bomber di razza. Giallo ingiusto e una punizione inguardabile al 29’ fanno agitare Gasp. Graziato dall’arbitro per un secondo fallo ingenuo obbliga alla sostituzione.

IBANEZ (Dal 25′ st) 7: Buttato nella mischia, si presenta con un mancato rinvio. Sparisce l’emozione e tiene il campo con grande sicurezza.

 

GASPERINI 8: La palla è sempre in mano al mister. I conti si faranno come sempre a fine stagione e Percassi da bravo imprenditore lo sa bene. L’Atalanta senza Gasperini non sarebbe Dea, quella a cui ci siamo abituati fin troppo bene. Qualificazione che entra nella storia del calcio soprattutto perché Gasperini con una formazione rimaneggiata ha saputo lavorare sulla testa del gruppo, convinto che non era impossibile. Chapeau è il minimo.

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