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“Da-Dzma” di Jaro Minne conquista il primo Premio Ermanno Olmi

La motivazione: "per la fotografia carica di senso nella sua essenzialità. Il dolore del distacco e la forza dei legami famigliari in un contesto sociale dove emigrare è l'esito della precarietà economica ed esistenziale".

Il cortometraggio di fiction Da-Dzma di Jaro Minne (Una sorella e un fratello, Georgia, Belgio 2019) vince la prima edizione del Premio Ermanno Olmi destinato a promuovere e valorizzare i cortometraggi di giovani registi.

Il secondo posto spetta al documentario Nacht Ueber Kepler 425b di Ben Voit (Notte sopra Kepler 452b, Germania 2019), e il terzo all’animazione/documentario Inside me di Maria Trigo Teixeira (Dentro di me, Germania 2019). Una menzione speciale va alla fiction Fame di Luca Buzzi Reschini (Italia 2019). Alle prime tre opere classificate, tra le quasi 100 pervenute, viene rispettivamente riconosciuto un premio in denaro di 1.200 euro, 500 euro e 300 euro.

La scelta della giuria — composta da Fabio Olmi (direttore della fotografia), Maurizio Zaccaro (regista, produttore cinematografico e sceneggiatore), Paola Suardi (consulente di comunicazione), Angelo Signorelli (direttore artistico di Bergamo Film Meeting) e Adriano Piccardi (direttore della rivista «Cineforum») — è caduta su Da-Dzma “per la fotografia carica di senso nella sua essenzialità. Il dolore del distacco e la forza dei legami famigliari in un contesto sociale dove emigrare è l’esito della precarietà economica ed esistenziale”.

premio olmi 2019

Assegnato il secondo posto a Nacht Ueber Kepler 425b “che attraverso il montaggio, la composizione dell’inquadratura e la messa in scena riesce a ricreare il rapporto con le persone e il contesto in cui si muovono. Tra realismo e espressionismo, arrivano allo spettatore il disagio e il senso di emarginazione di una notte tra i senzatetto” e il terzo a Inside me “per la fluidità di segno grafico, sintesi di contenuto e scrittura che con immediatezza descrivono il vissuto drammatico di una scelta difficile”.

premio olmi 2019

In modo unanime la stessa giuria attribuisce una menzione speciale a Famedove minimalismo narrativo e di messa in scena servono per raccontare il desiderio di autorealizzazione. La creatività della musica rap per uscire da una quotidianità ripetitiva e asfittica”.

premio olmi 2019

Queste le parole dell’Assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti. “Sono particolarmente soddisfatta dell’esito della prima edizione del Premio Olmi: 4 cortometraggi, scelti tra quasi 100 pervenuti, portano a Bergamo lo sguardo di giovani autori provenienti non solo dall’Europa, con la loro preziosa interpretazione del mondo
contemporaneo, oggi più che mai teatro di trasformazioni difficili e complesse. Non solo fiction, ma anche documentario e animazione, sono le forme espressive scelte dai registi, tutti under 30, a documentare quanto ampio sia lo spettro di sperimentazione espressiva del cinema. Sarebbe contento Olmi di vedere i loro lavori proiettati poco prima di uno dei suoi film più potenti, Il mestiere delle armi, affresco storico dalla fotografia cupa e algida che racconta, anche lui, di un’epoca in trasformazione, riflettendo su valori autenticamente umani”.

Durante la serata sono state proiettate le quattro opere finaliste del concorso e si è omaggiato Ermanno Olmi con il film Il mestiere delle armi (2001) — recentemente restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà e presentato in concorso a Cannes nel 2001 — che racconta gli ultimi giorni di vita del capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, morto a soli 28 anni nel 1526. Scritto da Ermanno Olmi e magnificamente fotografato da suo figlio Fabio, la pellicola si è aggiudicata 9 David di Donatello e 3 Nastri d’argento.

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