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Gori alla Bgnews Academy: il sindaco giornalista si racconta ai ragazzi

Il primo cittadino di Bergamo convinto che i giornali locali sono ancora un utilissimo strumento per poter dare risalto e visibilità alle politiche decise in ambito cittadino, anche se a volte si è deve scontrare con il disinteresse della stampa nei confronti di decisioni che dovrebbero avere più diffusione

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Nell’ambito della Bergamonews Academy 4 il 5 dicembre si è svolta al Liceo Lussana l’ottava lezione di giornalismo che ha visto docente il sindaco-giornalista Giorgio Gori.

Di fronte all’aula gremita di giovani aspiranti giornalisti, il primo cittadino di Bergamo ha raccontato di quando, ancora ragazzo, mosse i primi passi nel mondo del giornalismo e di come ottenne i suoi primi incarichi nei giornali locali. Sottopagato e precario per diversi anni, in contemporanea ai suoi studi di architettura passò dal lavoro per la carta stampata al giornalismo TV e radio, ai tempi della crescente diffusione di reti ed emittenti private locali. Per un caso fortuito entrò nelle allora giovani reti TV Fininvest (l’attuale Mediaset) e lì vi rimase per 17 anni, diventando direttore prima di Canale 5 e poi di Italia 1. Fu il primo a mandare in onda un notiziario nazionale in diretta, sfidando le leggi allora in vigore che volevano la Rai come monopolista. Nacque quindi su Italia 1 Studio Aperto: era il 16 gennaio 1991 ed Emilio Fede raccontava a tutta la nazione lo scoppio della Guerra del Golfo. Sotto la sua direzione nacque anche il TG5 a guida Enrico Mentana, lì conobbe Cristina Parodi, sua futura moglie. Al suo debutto il TG5 fece la storia della TV italiana, battendo per la prima volta gli ascolti del TG1, l’ammiraglia di mamma Rai.

Sostenitore dell’indipendenza e della libertà dell’informazione, nel periodo della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi cercò di mantenere Canale 5 al riparo dall’uso propagandistico che ne veniva fatto, scontrandosi spesso con il proprio editore.

gori lezione academy 4

Attualmente il Giorgio Gori “politico” è un assiduo fruitore di giornali online, guarda al web come foriero sia di vantaggi e svantaggi per il mondo dell’informazione tradizionale: da un lato spinge i giornali a ricercare un maggiore approfondimento della notizia e la sua interpretazione. Dall’altro li pone davanti a una competizione spietata che drena sempre più risorse economiche, fondamentali per un giornalismo di qualità.

Non risparmia critiche al servizio pubblico della Rai, a suo avviso colpevole di seguire più le logiche di mercato di una Tv commerciale piuttosto che di una Tv pubblica sovvenzionata col canone pagato dai cittadini.

Si dice convinto del fatto che i giornali locali sono ancora un utilissimo strumento per poter dare risalto e visibilità alle politiche decise in ambito cittadino, anche se a volte si deve “scontrare” con un certo disinteresse della stampa nei confronti di decisioni che dovrebbero avere più diffusione, come ad esempio il provvedimento per il sostegno alla natalità varato di recente e snobbato dai giornali.

Al termine della lezione, Gorgio Gori ha così commentato su Facebook: “Questo pomeriggio sono andato a parlare di giornalismo con i ragazzi che frequentano la BergamoNews Academy: di quello che ho fatto, da giovane, di quello che ho programmato o prodotto – negli anni che ho dedicato alla televisione – e infine di quello con cui mi confronto oggi, da amministratore e da lettore/spettatore. Mi sono veramente divertito – soprattutto ricordando storie e protagonisti dei ‘vecchi tempi’ – e spero di aver raccontato loro qualcosa di interessante. In questi anni il mestiere del giornalista è molto cambiato ma secondo me resta tra i più belli del mondo!”

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