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Un altare pieno di letterine: la chiesa della Madonna dello Spasimo e la festa di Santa Lucia foto

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa nell’antica Contrada di Prato

“Cara Santa Lucia, quest’anno sono stato un bravo bambino. Ho aiutato a casa i miei genitori e a scuola mi sono impegnato parecchio, per cui mi farebbe piacere se mi portassi alcuni doni”.

Iniziano così le migliaia di letterine indirizzate alla martire siciliana e che ogni anno vengono depositate nella chiesa di via XX Settembre.

Ciò che in pochi conoscono è la storia dell’edificio sacro dedicato non alla vergine siracusana, ma bensì alla Madonna dello Spasimo.

Eretta nel 1592 su iniziativa degli abitanti di Borgo San Leonardo, a cavallo fra il 1764 e il 1768 l’opera venne interessata da un rifacimento basato sul progetto del piemontese Antonio Martineri prima di esser soppressa nel 1797 e destinata a ospitare la sede del Centro Costituzionale.

Dopo esser stata riaperta al culto due anni dopo, la struttura venne fornita a metà Ottocento di una nuova sagrestia, mentre nel 1917, a causa dell’apertura del vicino Largo Medaglie d’Oro, venne interessata dall’abbattimento del campanile e parte dell’abitazione del sacerdote.

Posizionata lungo l’asse nord-sud, la costruzione accoglie i visitatori con una facciata ornata da sette statue realizzate da Angelo Perani e raffiguranti l’Addolorata accompagnata da due angeli e i profeti Anania, Isaia, Zaccaria e Simeone.

Solcando l’entrata principale è invece possibile osservare lo spettacolo offerto dagli stucchi dorati di Grazioso Rusca, mentre fra le opere custodite spiccano due tele di Francesco Cappella e la statua della Vergine disegnata e dipinta da Gianbattista Cavagna.

Nonostante l’importanza di queste opere, ciò che colpisce maggiormente i visitatori rimane l’effige di Santa Lucia che da diversi decenni è meta obbligata per i più piccoli.

A differenza di quanto si possa pensare, il simulacro ha acquistato importanza soltanto a partire dal 1807 quando i fabbricieri accolsero la domanda di celebrare la solennità del 13 dicembre all’interno dello stabile.

La devozione alla martire è attestata per la prima volta nel capoluogo nel 1337 quando venne posta la prima pietra della cosiddetta chiesa di Santa Lucia Vecchia e dell’adiacente convento delle Domenicane.

Trasferitesi nel 1556 all’interno del monastero di Sant’Agata, nei secoli successivi le religiose alloggiarono sotto i portici del cenobio le bancarelle della Fiera di Santa Lucia, appuntamento che, in occasione della festività, riuniva centinaia di bergamaschi provenienti da tutta la città.

In seguito alla sconsacrazione dell’intero complesso avvenuta ad inizio Ottocento, le celebrazioni furono spostate alla Madonna dello Spasimo, dando vita così a una tradizione ormai consolidata.

Fonti

Mario Lumina; Bergamo nelle chiese di un Borgo; Bergamo; Edizioni Sant’Alessandro in Colonna La Parrocchia e il Borgo; 1993

Luigi Pelandi; Attraverso le vie di Bergamo scomparsa, Volume III; Bergamo; Edizioni Bolis; 1965

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