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Zogno scrive al prefetto: “Riaprire subito lo sportello dell’agenzia delle entrate”

Una lettera firmata da tutti i sindaci della Val Brembana per sottolineare "l'importanza della presenza dei servizi pubblici in valle".

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“Un’azione congiunta e compatta da parte di tutti i sindaci della Valle, per chiedere al Prefetto una soluzione immediata”. Così Giuliano Ghisalberti, vicesindaco di Zogno, commenta l’invio in maniera ufficiale di una lettera ad Elisabetta Margiacchi, prefetto di Bergamo, nella giornata di giovedì 5 dicembre. Una missiva per chiedere un incontro dove trovare una soluzione, il più possibile immediata ed efficace, rispetto alla chiusura dell’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate a Zogno.

“Dal giorno 28 ottobre 2019 l’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate a Zogno è chiuso, generando notevoli disagi all’utenza che, con difficoltà in termini di costi e tempo, deve far riferimento ad altri uffici territoriali della provincia di Bergamo per poter ricorrere al servizio pubblico erogato dall’ente” – si legge nella lettera.

Un servizio che, a causa di questa chiusura, di fatto non esiste più sul territorio della Valle Brembana, costringendo i suoi abitanti a spostarsi in altri uffici nella provincia.

“Tale ufficio decentrato dell’Agenzia delle Entrate è uno dei servizi di rilevanza pubblica il cui mantenimento rappresenta un presidio fondamentale per il territorio, in quanto si rivolge ai cittadini residenti in ben 37 comuni costituenti la Valle Brembana, a cui si aggiungono anche i cittadini dei comuni ubicati nella confinante Valle Imagna, per un totale stimato di circa 50mila persone”.

Un problema, questo, che riguarda anche un più ampio discorso relativo ai servizi pubblici presenti sul territorio della Valle Brembana. “Tali servizi rappresentano un fondamentale sostegno alla popolazione che vive in territori disagiati come quelli montani, ed è per questo che non devono essere valutati esclusivamente in termini di costi, ma devono essere anche considerati per il risvolto sociale che generano sul territorio”.

Alla lettera viene accompagnata anche la deliberazione dell’assemblea della Comunità Montana del 29 novembre, nella quale viene sottolineata l’importanza di mantenere in vita i territori montani, prima di tutto garantendo loro i servizi.

“L’attività dell’Agenzia delle Entrate rappresenta un servizio indispensabile per l’assistenza tributaria e fiscale a favore dei contribuenti (privati cittadini e imprese) e dei professionisti dell’intera comunità, già gravemente penalizzati in termini logistici dalla permanenza in area montana, caratterizzata dall’assenza di adeguati servizi di trasporto pubblico e da un reticolo e sistema viario inadeguato” – si legge nella delibera.

“I territori montani non possono continuare ad essere valutati in termini esclusivamente numerici e pagare il prezzo di scelte scellerate che non tengono minimamente conto delle ricadute e del risvolto sociale di decisioni assunte con criteri meramente aziendalistici”.Valutazioni che cozzano con i continui proclami di attenzione verso gli ambiti montani quando, nei fatti, “si procede alla chiusura di servizi statali indispensabili per un’intera valle, per di più motivate dall’asserita carenza di un paio di unità di personale”.

Una chiara presa di posizione, considerato anche che “le proposte informali ottenute, con il rinvio a fine 2020 per un’eventuale parziale riapertura, non sono ritenute accettabili e credibili”.

Una richiesta della Comunità Montana e del comune di Zogno, che si è reso disponibile a concedere anche alcuni spazi, all’interno dei locali di sua proprietà, per mantenere attivo lo sportello.

Disponibilità anche verso diverse soluzioni organizzative, che non diverge però dalla richiesta principale fatta al prefetto: “Ripristinare immediatamente lo sportello di Zogno”.

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