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Dopo i bidoni per la raccolta differenziata vogliamo poter riempire le nostre borracce

Si respira questo tra i corridoi e le aule universitarie: l’esigenza di una università più #PlasticFree.

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Ricordiamoci che siamo nell’anno della sostenibilità promosso dagli studenti #FridaysforFuture, che spingono verso il cambiamento. Appunto perché dobbiamo essere noi i primi testimonial del cambiamento, perché le sedi universitarie di Bergamo non sono ancora attrezzate affinché nel nostro piccolo possiamo contribuire alla salvaguardia del pianeta?

Il tema “un’università senza plastica” eppure viene promosso dal sito dell’ateneo dove leggiamo che: “Anche la nostra università aderisce, attraverso l’accordo siglato tra Crui (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), Associazione Marevivo e il Conisma (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare), alla campagna #StopSingleUsePlastic. L’accordo ha l’obiettivo di favorire l’eliminazione della plastica monouso nelle università, ad esempio attraverso la distribuzione di borracce personalizzate o l’installazione di macchine del caffè con bicchieri di carta e l’opzione ‘senza erogazione del bicchiere’, ma anche di sensibilizzare ed educare alla tutela dell’ambiente. Si tratta di un accordo che riflette una proposta legislativa della Strategia Europea per la plastica che, se approvata in via definitiva, dal 2021 vieterà la vendita di molti articoli in plastica monouso”.

raccolta differenziata

Concretamente di questo accordo che cosa ne è stato fatto?
Nelle mense è ancora possibile trovare posate monouso e di borracce personalizzate manco l’ombra. Forse un primo provvedimento è stato quello di introdurre i bidoni per la raccolta differenziata dove troviamo: carta, plastica, vetro-metallo e indifferenziato tralasciando l’umido.

Si stima che ogni persona consumi in media 192 bottiglie all’anno specialmente in luoghi di studio e lavoro.
Nelle nostre sedi universitarie non c’è alcuna presenza di fontanelle se non i lavandini dei bagni per poter rifornirsi di acqua.

Non molto distanti da Bergamo molti istituti si stanno attrezzando; all’università di Milano sono state distribuite concretamente centomila borracce, a Brescia si cerca sempre più di incentivare l’utilizzo dell’acqua pubblica, e così via percorrendo un po’ tutta l’Italia da Nord a Sud, le voci dei giovani nelle piazze si stanno diffondendo e il cambiamento pian piano sta coinvolgendo tutto il nostro paese e la risposta di Bergamo qual è?
Perché la nostra università non ha ancora risposto con forza allo slogan: «essere “green” è cool!».

Il tema ambientale è sempre stato sottovalutato ma siamo arrivati ad un punto di non ritorno, dove non ci sono più le stagioni che vengono studiate sui libri alle scuole elementari, dove è tutto così caotico e sempre meno gestibile dall’uomo, a cui però sembra toccare sempre meno il tema poiché ormai il mondo lo ha già vissuto.

Recentemente abbiamo assistito alla distribuzione di borracce e iniziative collaterali, che cosa aspettiamo?
Il pianeta è la casa di tutti e chiediamo che venga concretizzato l’accordo a cui ha aderito l’ateneo di Bergamo per sensibilizzare ed educare alla tutela dell’ambiente.

Alleghiamo link: https://www.unibg.it/terza-missione/cultura-e-societa/public-engagement/unibg-green

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