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Viaggiare per conoscere un mondo sempre più accessibile

Cosa vi è di più bello ed umano che la conoscenza di un nuovo luogo, di una nuova cultura, di una spezia mai provata prima d’ora o di un modo di fare talmente lontano a noi, da sentirci parte di un mosaico infinito e avente tutti i pigmenti del mondo?

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Debbo ammettere che in un mondo sempre più difficile da vivere e con tremende difficoltà lavorative per la nostra generazione, uno dei più grandi vantaggi di questa contemporaneità è la libertà di poter viaggiare con prezzi accessibili.

Certamente vi sono viaggi e viaggi, servizi e servizi, comodità e comodità ma si può pattuire che ciò che un tempo era di lusso, oggi si possa godere con una certa semplicità.

L’essere straniero nella bella veste del turista in una continua avventura di conoscenza di una nuova nazione, della storia di un popolo, delle ragioni di esistenza di una comunità o delle tradizioni tramandate in un determinato luogo del mondo, sono alcune delle sensazioni che ci danno una linfa vitale e vitalizzante che nella nostra quotidianità spesso non troviamo.

Ecco una pozione magica: valigia, borsa, souvenir, macchina fotografica o smartphone, occhi attenti e collo flessibile ai repentini cambi di campo dei nostri occhi. Risultato: i nostri sensi si acuiscono e notiamo più dettagli attorno a noi, la nostra voglia di vivere aumenta esponenzialmente e ci sentiamo più aperti alle novità ed ai cambiamenti.

Il nostro corpo e la nostra mente rispondono a nuove regole ambientali rendendo una semplice vacanza o un semplice fine settimana a Berlino, oppure a Madrid, un’esperienza di arricchimento interiore.

Cosa vi è di più bello ed umano che la conoscenza di un nuovo luogo, di una nuova cultura, di una spezia mai provata prima d’ora o di un modo di fare talmente lontano a noi, da sentirci parte di un mosaico infinito e avente tutti i pigmenti del mondo?
Dalla storia degli spostamenti delle antiche tribù, passando per Magellano e Cristoforo Colombo fino al business ticket, movimenti azionati dall’istinto innato dell’essere umano verso mete prima sconosciute o suggestive per una qualsiasi ragione: caccia, agricoltura, terre fertili, visitazione turistica, mare cristallino, montagne fiabesche o ingegneria avveniristica; non si contano le ragioni verso l’espansione mentale e fisica del pianeta Terra ed oltre (uomo sulla Luna dice qualcosa?) tanto da far pensare all’ardito pensiero che questo mondo sia davvero, un po’ per ognuno, di tutti gli esseri.

Rieccoci nella contemporaneità dei voli a basso costo e dell’interconnettività come assetto basilare, e quindi un po’ banale e sottinteso in occidente, e non più lusso come un tempo e non sfarzo come tutt’ora in luoghi di questo stesso adorabile ma al contempo odiabile mondo.
Viaggiare significa anche rafforzare la propria radice confrontandola con un’altra, non nel segno di una ignobile concorrenza che decreti la miglior cultura o la peggiore, bensì acclari le bellezze della diversità e dia ad essa eguale dignità.
La parola ‘’diversità’’ assume un significato più caldo, profondo, pieno, sincero e vero dinnanzi alle esperienze turistiche e di scoperta del mondo; si dovrebbe tramutare il significato di turista in viaggiatore, o esploratore ancor meglio, ma forse è un po’ troppo.
E quale peccato più grande nella nostra vita, avendo salute, il venire ed andare da questa Terra senza averne assaporato gli odori e visto i colori?

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