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Niente più aerei fuori pista con il “letto d’arresto”: Orio primo in Italia ad averlo

Lanciato il bando, sarà pronto a ottobre del prossimo anno: al mondo ci sono tre produttori della tecnologia in grado di frenare un aereo fuori pista senza provocare danni al velivolo e ai passeggeri.

Mercoledì 4 dicembre Sacbo ha pubblicato un bando di gara europeo per la fornitura e posa di un letto di arresto in corrispondenza della testata ovest della pista di volo 10/28 che quando verrà installato renderà l’aeroporto di Bergamo l’unico in Italia ad adottare questo tipo di tecnologia.

Un’idea sulla quale i vertici della società che gestisce lo scalo di Orio al Serio lavoravano già dal 2014, in occasione dei lavori di rifacimento della pista e delle relative aree di sicurezza alle estremità delle due testate.

A convincerli ulteriormente, poi, l’incidente che il 5 agosto 2016 coinvolse un aereo cargo Dhl 737-400 decollato dall’aeroporto di Parigi Charles De Gaulle, finito fuori pista in fase di atterraggio a causa delle proibitive condizioni meteorologiche: dopo aver sfondato la recinzione dello scalo bergamasco, travolse alcune auto in sosta prima di terminare la sua corsa sulla ex statale Cremasca.

Un’escursione che la presenza di un letto d’arresto avrebbe sicuramente evitato: il dispositivo (denominato EMAS, Engineered Materials Arresting System), infatti, è stato pensato e progettato per frenare progressivamente un aereo durante un “overrun”, fino a fermarlo completamente.

Quando un aereo in quelle condizioni percorre il letto d’arresto, le ruote del carrello sprofondano e vengono bloccate da strati di materiale a bassa densità, prevenendo grossi danni al velivolo e ai passeggeri a bordo: al tempo stesso la tecnologia è in grado di resistere al fuoco, agli agenti chimici, alla variazioni di temperatura e alle turbolenze provocate dai motori, garantendo facile accessibilità ai mezzi di soccorso.

Dopo l’incidente dell’estate 2016 Sacbo iniziò subito i colloqui (e le visite) con due delle tre aziende al mondo in possesso dei requisiti e delle autorizzazioni per l’installazione di letti d’arresto, la svedese Runway Safe e la francese Zodiac Aerospace, oggi Safran. Ma sul mercato, nonostante abbia fatto un solo intervento, c’è anche la cinese Hangke Technology.

La prima installazione risale al 1996, all’aeroporto JFK di New York: negli Stati Uniti sono 68 gli aeroporti e 112 le piste che fanno uso del sistema di sicurezza. In Europa sono solamente tre gli aeroporti dotati di sistemi EMAS: Madrid, Zurigo e lo scalo norvegese di Kristiansand.

Il bando lanciato da Sacbo, come detto, prevede la fornitura e la posa in opera di un letto di arresto, con relativo servizio di manutenzione per un periodo di cinque anni per un valore stimato di oltre 9,3 milioni di euro: le aziende interessate avranno tempo fino al 17 gennaio per presentare le proprie offerte che saranno aperte tre giorni dopo negli uffici direzionali di Sacbo.

Secondo le stime della società di gestione aeroportuale, il letto d’arresto sulla testa ovest della pista dovrebbe essere pronto per l’ottobre del prossimo anno.

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