Luogo-e: la casa dell’arte nel cuore di Bergamo
Il tema del festival ArtDate quest’anno è: Essere parte di… cosa? Noi di BGY siamo andati a scoprirlo, e per farlo siamo partiti da una piccola realtà indipendente che si trova ai piedi dell’Università Statale di Bergamo, in via Pignolo 116: luogo_e.
In occasione della IX Edizione di Artdate – Festival di Arte Contemporanea organizzata da The Blank, molte realtà bergamasche si sono attivate per accogliere opere d’arte tra i più affermati artisti contemporanei – e non – su scala mondiale. Tra i più conosciuti troviamo gli italiani Vanessa Beecroft e Maurizio Cattelan, le statunitensi Barbara Kruger e Cindy Sherman, Bill Viola, Anish Kapoor ed Hermann Nitsch, giusto per citarne qualcuno.
Il macro tema attorno al quale verte questa IX edizione è “Essere parte / Being part of”, che si è sviluppato attorno a sei approcci diversi di vivere e capire l’Arte Contemporanea: Show Time, Talk, Collezioni e Dimore, Studio Visit, Kids e ArtErasmus.
Essere parte… ma di che cosa?
Noi di BGY siamo andati a scoprirlo, e per farlo siamo partiti da una piccola realtà indipendente che si trova ai piedi dell’Università Statale di Bergamo, in via Pignolo 116: luogo_e. Mai sentito parlare? Rimediamo subito.
Per prima cosa, luogo_e si definisce un progetto capiente: un contenitore mai avulso dal contenuto; sempre luogo e mai solo spazio, e se di spazio dobbiamo parlare, quello di luogo_e è ottimo per accogliere la realtà contemporanea di giovani artisti.
Entrando ci accoglie Federica Mutti, la giovane co-fondatrice e curatrice dello spazio espositivo. Federica ci racconta che luogo_e non è sempre stato ciò che vediamo noi ora, ma è nato
dalle ceneri e dall’evoluzione della storica libreria d’arte ARS arte+libri gestita da Luciano Passoni, che per più di ventisette anni ha perseguito un format che esaltasse il mondo dell’arte a 360°, tra curatela, esposizioni, letteratura e critica. È uno spazio ancora adolescente luogo_e, e per questo è di e per tutti.
Appena entriamo un sottile profumo di caffè inizia a viaggiare nell’aria. Mi accorgo che sul lungo tavolo di legno che si trova al centro della stanza, luogo di chissà quanti incontri, oltre a libri, PC e brochure si trova anche una moka con due tazzine da caffè, e percepisco quanto luogo_e sia per prima cosa un territorio di accoglienza. E, infatti, il loro sito online non mi smentisce quando leggo che questo spazio è e rimarrà – secondo la tradizione ereditata da Ars – un grande tavolo attorno a cui riunirsi per discutere d’arte o d’altro; chiaramente ci sono anche le sedie, per stare
più comodi.
Federica, poi, ci racconta cosa significa per loro e come hanno sviluppato il tema di questa IX edizione.
È il momento di una coppia di forze. Questo è il nome dato alla loro esposizione che raccoglie otto opere d’arte in totale, da Albrecht Dürer e Hans Springinklee, fino ai performer Nicola Pellegrini e Ottonella Mocellin, coppia nel lavoro e nella vita. Coppia è la quota minima per “essere parte di”, afferma Federica mentre ci fa notare che tutte le opere in mostra presentano un dualismo interno che le caratterizza.
Gli scacchi (2016) di Calori & Maillard presuppongono una coppia al gioco, il Monsieur Ballon Rouge (2019) di Ravani and Urrazza ha bisogno di una coppia di forze uguali e contrarie per ondeggiare nell’aria, il dialogo con Pietro Consagra (1980) di Carla Lonzi necessita di due interlocutori per poter esistere. Due, la minima unità per poter essere.

La nostra attenzione viene però attirata dal titolo di un’opera di Fischli e Weiss della serie Equilibres chiamata I Fuorilegge (1984) (nella foto qui sopra). Si tratta di una stampa fotografica a colori su carta 40×30 su cui viene immortalato l’assurdo gioco di equilibri tra due sedie da cucina, sorrette solamente da un vaso, una bottiglia di vetro e un lungo tubo cartonato. Ma perché I Fuorilegge? Forse il titolo è assurdo tanto quanto l’intenzione di voler tenere in equilibrio oggetti di diverso calibro, che con un colpo di vento è un attimo che crolla tutto.
Ed è proprio nel bel mezzo di questo pensiero che davanti a noi si palesa Luciano, il fondatore di luogo_e che, quasi impaziente, ci dice che ha pensato tutta la notte a quel titolo, I Fuorilegge e che, finalmente, era riuscito a dargli un senso. “Fuori legge fisica!”, esclama. “L’opera I Fuorilegge si chiama così perché non risponde a nessuna legge fisica!” Ora tutto mi sembra chiaro.
Queste parole fanno percepire quanto Luciano – che un ragazzino non è più, non sia stato abbandonato dalla curiosità tipica dei ragazzi che fanno ricerca con lui, e non per lui.
Presente e passato, quindi. Forse è questa l’autentica coppia di forze che vive a luogo_e. È questo che lo rende un piccolo scrigno nel cuore di Bergamo.
La mostra “È il momento di una coppia di forze” a luogo_e è visitabile fino al 18 gennaio 2020.


