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La verità dietro l’apparenza del circo

In questo articolo voglio focalizzarmi sull'utilizzo degli animali come mezzi per divertire un pubblico ignaro delle sofferenze e delle torture alle quali sono sottoposti per imparare ad eseguire determinati numeri.

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La realtà circense esiste da moltissimo tempo. Gli spettacoli hanno luogo sotto un tendone e prevedono numerose attività: giocoleria, acrobazie, arte dei clown, equilibrismo sia in aria che a terra ed addestramento animale.

In questo articolo voglio focalizzarmi sull’utilizzo degli animali come mezzi per divertire un pubblico ignaro delle sofferenze e delle torture alle quali sono sottoposti per imparare ad eseguire determinati numeri. L’origine degli animali nel circo risale alle esibizioni in strada dei Sinti e di altri gruppi di etnia romanì. Questi erano soliti accompagnare i loro numeri con orsi, cavalli e scimmie.

A questi animali successivamente si aggiunsero anche animali più esotici che provenivano da zone ancora più lontane ed esotiche. I numeri variano dalla simulazione di una lotta con l’animale, a numeri in cui l’animale va ad esibirsi mettendo in mostra la sua capacità di equilibrio. Gli animali normalmente camminano su quattro zampe, vi lascio solo immaginare le torture alle quali saranno stati sottoposti per imparare ad eseguire numeri su due zampe. Vorrei vedere noi uomini a rimanere per tanto tempo a quattro zampe, la nostra schiena ne risentirebbe e di conseguenza, non dobbiamo dare per scontato che anche gli animali sentano dolore.

Inoltre, come ho detto qui sopra, gli animali in questione provengono solitamente da zone esotiche: leoni, tigri e cammelli che vivono il trauma legato alla separazione dalla loro terra madre e sono obbligati a crescere in gabbie strette e nella maggior parte dei casi con pessime condizioni igieniche.

Ad oggi i numeri con gli animali possono essere distinti in tre categorie
Numeri in gabbia: caratterizzati dalla presenza di animali potenzialmente pericolosi.
Numeri equestri: caratterizzati da cavalli che si esibiscono da soli o con un ammaestratore.
Numeri con animali esotici: si diversificano a seconda dell’animali scelto.

Il 18 marzo 1968 è stata redatta la legge 337 relativa alle disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante; attraverso questa legge lo stato attestava la funzione sociale dei circhi e quindi supportava il potenziamento e lo sviluppo di tale settore.

Ad oggi nonostante circa il 71,4% della popolazione sia contrario all’uso degli animali nei circhi la legge è rimasta invariata. La Grecia è stato il primo stato che nel 2012 ha abolito l’uso degli animali nei circhi nel rispetto della loro dignità. A seguire anche Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Malta, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Portogallo, Olanda, Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Colombia; Nuova Zelanda, Costa Rica, Australia, India, Israele e Messico hanno adottato norme molto severe di restrizione riguardo agli spettacoli circensi.

Il 27 dicembre 2017 entrava in vigore la legge 175 , che “riordinava” e “revisionava” le disposizioni in materia di spettacolo, tra cui i circhi. Tra gli altri punti la legge prevedeva il graduale superamento dell’utilizzo degli animali da parte di circhi e spettacoli viaggianti. Il provvedimento creò molto malumore tra gli animalisti e gli etologi, che chiedevano di bandire da subito le attività circensi con animali, ma si dovette cercare la mediazione con il centrodestra, che proponeva una semplice “riduzione”, limitatamente agli animali selvatici.

La legge, così come è stata approvata e pubblicata, prevedeva ,entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente, l’adozione di uno o più decreti legislativi, ovvero di atti che delegano il governo a mettere in pratica la riforma. I dodici mesi sono passati ma nessun tipo di decreto legislativo è stato adottato.

In tempi più recenti il Ministro delle Attività Culturali Bonisoli ha annunciato di essere al lavoro, a prescindere dalla delega data dal Parlamento al precedente Governo, per realizzare nei primi mesi del 2019 il Decreto attuativo della Legge del 2017 sullo spettacolo, ovvero l’Atto che prevede mai più animali in circhi e spettacoli viaggianti. Una presa di posizione positiva e netta.

Non resta altro che attendere una realizzazione concreta di tale proposito.

Bisogna agire nel proprio piccolo cercando di sensibilizzare più persone possibili sulle aberranti condizioni in cui gli animali sono costretti a vivere; gli animali nei circhi soffrono e la loro libertà non va sottovalutata.

“Non si può far dormire il proprio gatto sul letto e poi portare a vedere il bambino a vedere i suoi parenti selvatici ridotti all’ombra di se stessi sotto il tendone del circo.”
Michela Vitttoria Brambilla

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