Una cima per tre province: il Pizzo dei Tre Signori e il fascino di un territorio di confine
Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa in Val Brembana
Una cima per tre province: non si tratta del titolo di un film in uscita nelle sale cinematografiche, ma della storia del Pizzo dei Tre Signori.
Con i suoi 2554 metri sul livello del mare, la vetta è una delle più elevate delle Orobie Occidentali, punto dove è possibile osservare diverse cime alpine, dal Monte Rosa all’Oberland Bernese sino al gruppo dell’Ortles-Cevedale.
Popolata da marmotte, stambecchi e camosci, l’area attorno al complesso montuoso fu al centro dell’economia locale sin dal XII secolo grazie alla presenza di alcune miniere di ferro, di cui è possibile osservare gli imbocchi delle gallerie.
Indicato in precedenza con il toponimo “Pizzo Cengio”, a partire dal 1512 il rilievo rappresentò uno dei punti nevralgici della politica italiana segnando il confine fra la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano e la Repubblica delle Tre Leghe.
Nonostante lo scorrere del tempo, l’altura rimase al centro della geografia locale divenendo il punto di contatto fra le province di Bergamo, Lecco e Sondrio, come indicato dalla croce in ferro collocata in zona nel 1935.
“Enorme cupola di arenaria permiana” per Guglielmo Castelli, negli ultimi anni il Pizzo dei Tre Signori è divenuto una delle più importanti mete per gli escursionisti di tutta la Lombardia, non perdendo mai il fascino originario.
Fonti
Stefano Dadda, Marco Dusatti; Le Guide di Altobrembo; 2015; Corponove
Angelo Sala; Il Pizzo dei Tre Signori: una montagna da protagonisti; Missaglia; Bellavite; 2015
Foto Wikipedia


