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Il vero SuperMario? È il “nostro” Pasalic: surclassato il Brescia di Balotelli fotogallery

L'Atalanta è di un'altra categoria rispetto ai cugini: derby senza storia, 3-0 come nel 2001 e al Rigamonti i nerazzurri non avevano mai vinto in A

Un tacco di classe. Mario Pasalic mette in sicurezza con un colpo di tacco un derby senza storia. Tra Atalanta e Brescia ci sono due categorie di differenza e si vedono subito, quando la banda Gasp comincia a prendere a pallate le povere rondinelle ridotte come un pugile alle corde, aspettando solo il colpo del ko.

L’unico neo di questa Atalanta è che non ha mai troppa fretta di vincere e costruisce una mole impressionante di gioco e di occasioni da gol, un copione già visto contro la Dinamo Zagabria.

Però tutto è bene quel che finisce bene e ci mancherebbe anche, rischiare di perdere una partita dominata in ogni parte del campo, dal primo all’ultimo minuto. Ilicic conclude con una passeggiata a tutto campo verso la porta che richiama un po’ l’episodio dell’espulsione del portiere del Manchester City: stavolta però Josip anticipa il faccia a faccia e infila la rete, come avrebbe meritato anche contro la Dinamo.

È un 3-0 di un’Atalanta sempre più europea contro un Brescia imbarazzante, che nel primo tempo non è in grado nemmeno di uscire dalla propria metà campo e cerca di limitare i danni contro nerazzurri straripanti, padroni del campo e del gioco.

Tutto facile? Sì, per questa Atalanta che nonostante le fatiche di coppa (e di campionato, una settimana prima con la Juve) riesce a rendere semplici anche gli impegni più insidiosi. Perchè è vero che questo Brescia non avrebbe potuto vincere, però l’Atalanta che più volte si presenta davanti al portiere e non fa gol fa… arrabbiare anche Gasperini, che nel primo tempo sembra tarantolato (anche se in vantaggio) di fronte a un Grosso tranquillo e quasi sorridente (ma perdente).

Ogni tanto vale la pena ricordare che Zapata non c’è (“e manca da dieci partite”, aggiunge Gasp), mentre Muriel va a corrente alternata: una partita buona (con la Dinamo) e una non pervenuto (con il Brescia). Ilicic pure sbaglia molto, però almeno fa l’assist per il gol-gioiello di Pasalic (che bravo!) e poi chiude la partita con la cavalcata del 3-0.

Sì, facile però te ne rendi conto quando è finita, perché durante la partita i rischi sono sempre dietro l’angolo e Gasperini alla vigilia aveva richiamato la squadra all’umiltà, temendo proprio di cadere in quel leziosismo pericoloso che avrebbe potuto compromettere il ritorno alla vittoria. Certo siamo lontani dai derby combattuti e allora, quando con i ‘cugini’ si lottava per la salvezza, anche con scarsi risultati dai nerazzurri, che mai a Brescia avevano vinto in Serie A. E l’ultima volta sul neutro di Reggio Emilia, nel 2001, un altro 3-0 con doppietta di Ganz e gol di Morfeo. Ed era pure una bella Atalanta, quella del Vava, quinta alla 23^ giornata mentre il Brescia di Mazzone soffriva al terzultimo posto.

Altro dato positivo è la seconda partita consecutiva senza subire gol, dopo quella con la Dinamo. E bisogna tornare indietro allo 0-0 a San Siro con l’Inter del 7 aprile e la settimana successiva 0-0 con l’Empoli, per ritrovare la porta imbattuta. D’accordo che l’Atalanta del Gasp ci ha abituato a giocare per segnare di più che pensare a non subire, però anche questo aiuta a rendere la squadra più solida, con un Gollini sempre molto positivo e bravo sulle poche conclusioni di Balotelli e una difesa che doveva rinunciare per squalifica a Toloi e per infortunio a Kjaer.

Adesso il calendario (Verona in casa e poi Bologna) sorride ai nerazzurri, che in mezzo avranno la missione Champions in Ucraina. Gasp ripete: “Noi non molliamo niente” e ci crediamo. Ci divertiremo ancora con questa Atalanta, così come a Brescia. E chi non c’era è andato poi a festeggiare la squadra a Zingonia: giusto celebrare il derby ma anche la prima vittoria in Champions e caricare la squadra, in vista della prossima.

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