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Sindaci brembani uniti: “Dal prefetto per far riaprire l’ufficio dell’Agenzia delle entrate”

Sembra che la volontà ci sia, ma i primi cittadini vogliono certezze

“Ma da dove venite voi, dalla Val Brembana?” A volte litigiosi, magari più del dovuto, ma sui servizi al cittadino i sindaci brembani non transigono.

“Basta togliere i servizi dalla Valle Brembana. Sono un investimento sul territorio, non un costo”. Non usa giri di parole Giuliano Ghisalberti, vicesindaco di Zogno, in merito alla chiusura dell’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate sul proprio comune. Chiusura avvenuta il 28 ottobre e, dopo vari incontri, oggetto della seduta dell’assemblea della Comunità Montana della Valle Brembana di venerdì 29 novembre. Assemblea che ha approvato la richiesta di un incontro con Elisabetta Margiacchi, Prefetto di Bergamo: richiesta che verrà ufficializzata nel corso della prossima settimana.

Decisione unanime, di fronte a una chiusura già prevista dai primi mesi di settembre, quando al Comune di Zogno era stata comunicata l’interruzione del servizio, motivata da una riduzione dell’organico (da quattro a due persone), perché era impossibile la sostituzione di due neopensionati, oltre alla presenza di un terzo operatore soggetto a provvedimento. Nonostante la disponibilità del comune ad agire sui costi degli spazi e la verifica del rispetto dei canoni di sicurezza, l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate è chiuso da lunedì 28 ottobre.

“L’ufficio si rivolge ai cittadini residenti in 37 comuni della Valle Brembana, ai quali si aggiungono i cittadini della confinante Valle Imagna, per un totale stimato di circa 50mila persone – spiega Ghisalberti -. Questa problematica riguarda tutti i servizi di valenza pubblica presenti sul territorio. Servizi che rappresentano un fondamentale sostegno alla popolazione che vive in territori disagiati come quelli montani, ed è per questo che non devono essere valutati esclusivamente in termini di costi, ma devono essere anche considerati per il risvolto sociale che generano sul territorio”.

Richiesta di incontro con il Prefetto con la chiara volontà di un ripristino immediato del servizio.

“I territori montani non devono essere valutati in toni esclusivamente numerici e pagare il prezzo di scelte che non tengono conto delle ricadute e dei risvolti sociali di decisioni assunte con criteri aziendalistici – conferma Jonathan Lobati, presidente della Comunità Montana -. Lo sportello di Zogno deve essere ripristinato. Mettiamo a disposizione anche gli immobili della Comunità Montana all’interno della Green House”. Lobati conferma però la volontà dell’Agenzia delle Entrate di riaprire lo sportello il prossimo anno: “Ho incontrato nei giorni scorsi Antonino Maggiore, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Attualmente è in corso la chiusura di una decina di sportelli sul territorio lombardo, ma è previsto un piano straordinario di assunzioni per il prossimo anno, che andranno a regime nella seconda metà del 2020, che potranno permettere di riaprire lo sportello di Zogno”.

Tempistiche che però non convincono del tutto i presenti. “Aspetto fino alla metà del prossimo anno solo a fronte di documenti scritti a garanzia”- risponde dubbioso Ghisalberti.

Più netto invece il giudizio di Vittorio Milesi e Carmelo Goglio. “Aspettare la metà del 2020? Allora vogliamo passare proprio per fessi, proprio come gli abitanti della Valle Brembana descritti da Totò. Io non ci sto, valuterò anzi una denuncia per interruzione di pubblico servizio” risponde stizzito il sindaco di San Pellegrino.

“È una battaglia da affrontare uniti. C’è una precisa idea di chiusura, tutto il resto è fumo negli occhi, serve intransigenza – commenta il primo cittadino di Olmo al Brembo -, la Valle Brembana deve essere unita, almeno sul fronte dei servizi al cittadino”.

Una Valle Brembana per una volta unita, con buona pace di Antonio De Curtis.

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