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Delitto di Seriate, il marito della prof uccisa: “Stavamo bene, mai maltrattata”

Mercoledì al via il processo in cui Antonio Tizzani sarà imputato: "Quella sera è entrato in casa un uomo"

A pochi giorni dal via del processo (la prima udienza è fissata per mercoledì 4 dicembre) in cui sarà imputato per il delitto della moglie Gianna Del Gaudio, Antonio Tizzani ha rilasciato un’intervista alla trasmissione Iceberg di Telelombardia. La professoressa Del Gaudio è stata ammazzata a 63 anni con una coltellata alla gola nella sua villetta di Seriate, in piazzetta Madonna delle Nevi, la notte tra il 26 e il 27 agosto 2016.

Manca poco al processo, lei è tranquillo?

Io sono tranquillo non ho fatto niente, di cosa devo preoccuparmi? Siete venuti qui perché volete sapere come va a finire? Io anche. Io anche voglio vedere come va a finire.

Tutti vogliono sapere chi è l’assassino di sua moglie…

Io pure voglio vedere come va a finire. Che cosa hanno fatto, chi doveva farlo… E hanno accusato solo me, senza andare a vedere chi altro avrebbe potuto ucciderla.

In tutto questo tempo ha avuto qualche idea su chi potrebbe essere stato?

No, la mia idea è sempre quella, non ne esistono altre. Un uomo è entrato dal retro di casa mia e l’ha uccisa. Non so chi possa essere stato.

Lei è stato accusato di maltrattamenti, come risponde a questa accusa?

Possono fare e dire quello che vogliono, ma io e Gianna stavamo bene insieme. Non c’erano maltrattamenti.

Quindi non è vero che lei maltrattava sua moglie?

Ma secondo voi io sono il tipo che posso picchiare e maltrattare una persona? E poi i miei figli, escono sempre con me. Se io avessi maltrattato una volta lo posso nascondere, ma la terza, la quarta, la quinta no! Io per esempio una volta sono andato a dormire giù in taverna, sul tavolo. E chiuso dentro.

Sta dicendo che era andato in taverna perché temeva che Gianna alzasse le mane su di lei?

No. Può essere una paura che ha Gianna, ma che poi io mi potevo difendere e farle male. Cioè è reciproco il fatto. Io ti chiudo e vaff…. E stai a posto.

Lei con che spirito affronterà questo processo?

Non lo so parlerà l’avvocato, io non so che dire. Oltre a quello che sempre dico, quello che ho sempre detto.

Arriverà il momento in cui in aula lei verrà interrogato.

Io spero, io spero. Spero che mi interrogheranno, ma voglio vedere poi su che basi. Su che base lo vedranno? Che domande mi faranno?

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