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Filonazisti, 19 indagati in Italia: armi nascoste anche in Val Brembana

In una casa vacanze di Costa Serina gli agenti hanno trovato fucili elettrici e riproduzioni di armi belliche

Sulla carta era la seconda casa per i fine settimana in Val Brembana, ma in realtà era un nascondiglio per fucili elettrici e riproduzioni di armi belliche. È arrivata fino in Bergamasca l’operazione denominata “Ombre nere” della digos di Enna (Sicilia) a carico di 19 estremisti di destra, indagati per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere.

L’inchiesta, partita due anni fa, ha toccato le province di Siracusa, Milano, Monza e Brianza, Cremona, Genova, Imperia, Livorno, Messina, Torino, Cuneo, Padova, Verona, Vicenza e Nuoro. E Bergamo, appunto. Costa Serina per la precisione, 912 abitanti al fresco della Val Serina, dove uno degli indagati, M. A., 57enne di Concorezzo (Monza e Brianza) ha un piccolo appartamento ufficialmente utilizzato per le vacanze.

Giovedì mattina gli agenti della Digos di Bergamo, intervenuti con il supporto della polizia postale, all’interno hanno trovato un paio di fucili elettrici e alcune riproduzioni di armi belliche. La perquisizione è scattata dopo che nella prima abitazione di Concorezzo era stato rinvenuto un fucile con matricola abrasa e del materiale riconducibile a gruppi di estrema destra.

L’uomo, che lavora come autista per una nota società di logistica, non ha fornito spiegazioni e in via cautelare è stato rinchiuso nel carcere di Monza.

In totale sono stati 19 i decreti di perquisizione domiciliare emessi dalla procura distrettuale di Caltanissetta d’intesa con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nei confronti di altrettanti estremisti di destra. L’attività si è svolta sotto il coordinamento della Direzione centrale polizia di prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno e con la collaborazione del Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni.

L’operazione “Ombre nere” ha consentito di far emergere l’esistenza di una vasta e frastagliata galassia di soggetti, residenti in diverse località italiane, accomunati, spiegano gli inquirenti, “dal medesimo fanatismo ideologico e intenzionati a costituire un movimento d’ispirazione apertamente filonazista, xenofoba ed antisemita denominato “Partito Nazionalsocialista italiano dei lavoratori””.

A capo dell’organizzazione c’era un pluripregiudicato calabrese, esponente di spicco della ‘ndrangheta, con un passato da collaboratore di giustizia e già referente di Forza nuova per il Ponente ligure. Era l’addestratore che doveva formare le ‘milizie’ di chiara matrice filonazista, xenofoba e antisemita.

Nel corso delle intercettazioni, gli indagati hanno fatto riferimento più volte a una vasta disponibilità di armi in loro possesso, come quelle scovate a Costa Serina.

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