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Il malore in casa e la chiamata al 118: “Grazie agli angeli che mi hanno salvata”

La storia di Mirela Nita, 43enne di Calusco d'Adda, sabato sera colta da un malore mentre si trovava da sola in casa sua: "L'ambulanza è arrivata in meno di 7 minuti"

Quel dolore al petto che attraversava la cervicale e arrivava fino all’occhio, passando per il cranio, probabilmente avrebbe spaventato chiunque. Anche Mirela Nita, 43 anni, rumena ma bergamasca d’adozione, che sabato sera si trovava da sola nella propria abitazione di Calusco d’Adda quando ha accusato quello spaventoso malore.

Non si è fatta prendere dal panico nemmeno quando ha avvertito di essere in procinto di perdere i sensi: col suo cellulare è infatti riuscita a chiamare il 118 e a rimanere tanto lucida da poter fornire le indicazioni per far arrivare i soccorritori fin dentro casa.

“Dopo meno di 7 minuti i sanitari del Soccorso Caluschese sono entrati nella mia abitazione – racconta Mirela -. Ricordo che il caposquadra si chiamava Enrico, e che era accompagnato da tre operatori maschi e una ragazza che hanno svolto il loro lavoro con un’umanità fantastica”.

È arrivata in pronto soccorso a Ponte San Pietro più tranquilla Mirela, ma i dolori non se n’erano andati: “Urlavo per il male, mi sembrava che il cuore stesse per essere strappato via da un artiglio” ricorda.

“In ospedale conoscevo qualche addetto ai lavori perché sono una volontaria dell’associazione Ammalati e Anziani di Calusco d’Adda e spesso mi capita di accompagnare in ospedale per delle visite qualche utente. Sapevo della loro grande disponibilità e ne ho avuto la conferma – spiega Mirela -. Massimo, l’infermiere di turno, mi ha tranquillizzata mentre il dottore di guardia, Simone, mi ha sottoposto a tutti gli accertamenti del caso”.

“In poco più di mezz’ora tutto è finito: il medico mi ha spiegato che quei dolori erano causati da un forte stress che stavo vivendo in quei giorni – spiega ancora Mirela -. Mi ha prescritto solo del riposo e così, dopo due giorni di totale relax, mi sono completamente ripresa e voglio dire ‘grazie’ a quegli angeli che vivono con noi su questa terra per avermi aiutata a uscire da in incubo vero e proprio”.

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