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Chiudono i Centri di accoglienza di Capriate, Dalmine e Madone

La società che li gestisce esclusa dal bando della Prefettura per una questione legata al versamento delle tasse: "Noi vittima di una truffa"

Lettere di licenziamento, ancora, non ne sono arrivate. Ma che i centri di accoglienza straordinaria di Capriate, Dalmine e Madone gestiti dalla Lia srl siano prossimi alla chiusura non è un mistero. Nemmeno tra i dipendenti, una quindicina circa, a quanto pare già informati verbalmente della situazione. L’imminente chiusura del Cas riguarda un’ottantina di richiedenti asilo, che saranno ridistribuiti in altre strutture del territorio.

IL RETROSCENA

Strana vicenda quella della Lia. Perché la società con sede a Bergamo, che tra le altre cose si occupa di accoglienza, solo pochi mesi fa aveva vinto il bando della Prefettura con un punteggio di gran lunga superiore alla concorrenza. Qualcosa, però, dev’essere andato storto, visto che la Prefettura stessa, attraverso un decreto di esclusione, ha riassegnato il bando alla seconda classificata.

Il motivo? La società, interpellata, preferisce non rilasciare dichiarazioni rimandando tutto al legale, vista la situazione piuttosto delicata.

In pratica, dietro alla decisione della Prefettura ci sarebbe una “kafkiana vicenda” – per usare l’espressione dell’avvocato Benedetto Maria Bonomo – legata ad una presunta truffa denunciata nel settembre 2017 proprio dalla Lia; vittima, a suo dire, di una società alla quale si era affidata per il pagamento delle tasse. La società in questione avrebbe incassato i soldi da versare fornendo ricevute false, prima di sparire letteralmente nel nulla. Parliamo di diversi milioni di euro.

Stando alla ricostruzione del legale, anche grazie all’aiuto dell’Agenzia delle Entrate – con la quale si è concordato un piano di rateazione dei versamenti – la Lia era risultata in regola al momento di presentare domanda per il bando, così come al momento dell’aggiudicazione (diversamente non avrebbe potuto partecipare). Ma è nel ristretto lasso di tempo che separa l’aggiudicazione dalla consegna dell’appalto che gli uffici amministrativi di via Tasso avrebbero notato delle anomalie, causate dall’arrivo di un’altra cartella esattoriale, figlia della truffa che la Lia avrebbe subito (ecco il perché dell’esclusione dal bando). Un danno economico importante per l’azienda.

L’Agenzia delle Entrate, a suo tempo, aveva comunque informato d’ufficio la Procura della situazione: uno dei procedimenti penali aperti nei confronti della Lia per omesso versamento è già stato archiviato, fa sapere l’avvocato Bonomo. Un altro, discusso con rito ordinario, ha visto i vertici assolti con formula piena. Un terzo procedimento, invece, è ancora in corso, ma la difesa si dice “assolutamente fiduciosa” in vista del verdetto. Non è escluso, infine, che l’attività della Lia nel campo dell’accoglienza in provincia di Bergamo possa riprendere al prossimo bando.

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