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L’Atalanta è ancora viva: prima vittoria in Champions

Il 26 novembre resterà una serata storica, una data che decreta i primi tre punti dell'Atalanta in Champions League.

L’Atalanta può ancora sperare, tutto ciò grazie al bellissimo successo conseguito sulla Dinamo Zagabria. Un match completamente dominato in largo e in lungo che sottolinea la crescita degli uomini di Gasperini in questo percorso europeo partito disastrosamente proprio sul campo dei croati.

Dopo la disfatta del Maksimir, la Dea è cambiata e ha dato forti segnali di poter stare tra i colossi del calcio continentale.

Nella serata di San Siro, tra il silenzio di sciopero della Curva e il caos dei tifosi ospiti all’esterno dello stadio (riguardo al quale devono essere fatte delle serie riflessioni), l’undici bergamasco era chiamata a vincere per continuare a coltivare il sogno. La partenza è subito con il botto, bastano due giri di lancette per confezionare due occasionissime con Hateboer e Pasalic che da pochi passi svirgolano la palla. Gli orobici mettono in campo un atteggiamento molto aggressivo, caratterizzato da un pressing sfrenato a tutto campo che riesce molto bene.

Pasalic imbeccato da Gomez si divora un’altra nitida palla gol mancando completamente la sfera. La rete sembra non voler arrivare nemmeno quando Gosens colpisce violentemente la traversa, ma durante la stessa azione Muriel viene atterrato in area. Sul dischetto va lo stesso colombiano che con una freddezza glaciale spiazza Livakovic.

Le chances per l’Atalanta non finiscono qui: prima Muriel spara alto in contropiede, poi Peric compie un salvataggio prodigioso sulla linea sul tap in di Hateboer. Nel finale di frazione son però i tifosi di casa a tremare quando Orsic con un destro a giro colpisce la traversa. Pericolo scampato, la ripresa si apre con il colpo del K.O: a firmarlo è il Papu Gomez con una rete sensazionale: tunnel su Peric e diagonale sul secondo palo a punire la Dinamo.

A questo punto la Dea potrebbe dilagare ma né Freuler, né Gomez e nemmeno Ilicic (subentrato a un dolorante Muriel) riescono ad arrotondare il punteggio, un risultato che appare quasi stretto per il numero di conclusioni e per l’enorme quantità di occasioni gettate alle ortiche. Per il resto l’imperativo era vincere e i nerazzurri hanno centrato l’obiettivo legittimando il successo.

Il 26 novembre resterà una serata storica, una data che decreta i primi tre punti dell’Atalanta in Champions League. Nonostante le tre sconfitte iniziali la Dea è ancora in piena corsa, tutto si deciderà il prossimo 11 dicembre nel gelo di Kharkiv.

Con una vittoria gli orobici sicuramente proseguiranno il loro cammino europeo, sarebbe poi il risultato di Dinamo Zagabria-City a decidere di quale torneo si tratta.

Ecco le pagelle neroazzurre

Gollini 6: Praticamente inoperoso, il ferrarese gestisce le conclusioni poco pericolose dei croati, mentre sulla traversa di Orsic non può far altro che guardare e sperare.

Toloi 7,5: Grande aggressività e costante appoggio all’impostazione orobica, ormai è quasi un suo mantra. Peccato per il cartellino giallo rimediato, gli farà saltare lo scontro decisivo in Ucraina.

Kjaer 7,5: Parte con un paio di sbavature, poi con il passare dei minuti diventa quasi invalicabile per senso della posizione, capacità nel gioco aereo e tempismo nell’anticipo.

Palomino 8: Prosegue il suo ottimo periodo di forma, non lascia respirare gli avversari, fa sempre sentire il fiato sul collo e il risultato è una grande prestazione e un’infinità di duelli vinti.

Hateboer 6,5: Non riesce ad imbucare la primissima palla gol, è molto più utile in fase di copertura ma non disdegna di proporsi in avanti. (Castagne 6: non è da lui commettere qualche errore in disimpegno, cerca di proporsi sulla destra ma ha poche opportunità per agire.)

Freuler 7: In mezzo al campo è tutto muscoli e cervello, garantisce equilibrio, tesse la manovra che è una meraviglia. Lo svizzero gioca ad alti ritmi sull’avversario e nella ripresa va vicino al terzo gol orobico.

De Roon 8: Grande partita dell’olandese per sostanza e presenza fisica sempre nel cuore del gioco. Strappa molti palloni a centrocampo, alcuni dei quali si trasformano in autentiche ripartenze e nitide occasioni da rete. Si propone come assist-man nell’occasione sciupata da Gomez.

Gosens 7: Ottima spinta sulla carreggiata esterna mancina, con un gran tiro fa tremare la traversa. Legge con ottima visione ogni situazione, è in costante anticipo e ciò permette spesso alla Dea di ripartire in contropiede.

Gomez 9: Il migliore in campo perché è su tutti i palloni, perché mette i compagni nelle condizioni migliori per segnare, perché mostra gesti tecnici di alta qualità. Basta guardare l’azione del gol, non resta che stropicciarsi gli occhi. Peccato che poi si divori letteralmente un gol “facile facile” facendosi ipnotizzare da Livakovic. (Malinovskyi SV)

Pasalic 6,5: Interpreta benissimo il proprio ruolo in campo con una grande propensione all’attacco. Il neo della prestazione del croato sono le due reti gettate al vento.

Muriel 7,5: È pimpante sin dall’inizio grazie alla sua capacità di svariare su tutto il fronte offensivo. Si conquista e batte in modo glaciale il penalty che sblocca il match: terzo rigore segnato, portiere sempre spiazzato. Sempre nel primo tempo prova a siglare la doppietta. ma le conclusioni non sono precise. Esce nella ripresa un po’ dolorante ma a fine gara mostra un sorriso a tremila denti. (Ilicic 6,5: prova a eludere gli avversari con sterzate e controsterzate, una sua conclusione a giro vale quasi il terzo sigillo nerazzurro.)

Gasperini 7

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