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La nuova impresa di Simone Moro: cercherà di scalare due Ottomila nel Karakorum

L'esploratore verticale, dal curriculum già leggendario, proverà il concatenamento del Gasherbrum I e Gasherbrum II, due vette di ottomila metri incastonate nel Karakorum, in Pakistan, a poca distanza dal K2

L’ha svelato martedì 26 novembre, durante la presentazione del suo libro: Simone Moro proverà, con Tamara Lunger, il concatenamento in periodo invernale del Gasherbrum I (8.068 m) e Gasherbrum II (8.035 m), due vette di ottomila metri incastonate nel Karakorum, in Pakistan, a poca distanza dal K2.

L’esploratore verticale bergamasco, dal curriculum già leggendario con quattro Ottomila scalati in pieno inverno, cercherà di compiere un’impresa che mai nessuno prima d’ora ha mai portato a termine.

Nell’estate del 1984 furono Reinhold Messner e Hans Kammerlander a realizzare la prima salita e traversata delle due cime. Fu un’impresa eccezionale, il primo concatenamento in assoluto di due Ottomila. “A 35 anni di distanza vogliamo riproporre la stessa avventura ma nella stagione più difficile, l’inverno, tentando di concatenare le due cime di 8000 m. Nessuno in tutti questi anni ha mai ripetuto questa traversata, neppure d’estate” ha raccontato Simone Moro. “A differenza di come è stato fatto 35 anni fa, proveremo a riproporre questa grande avventura basandoci sulla nostra esperienza con le salite invernali. Divideremo realisticamente il progetto in due: tenteremo inizialmente la salita del Gasherbrum I, raggiunto per la prima volta in inverno il 9 marzo 2012 dagli alpinisti polacchi Adam Bielecki e Janusz Golab (salita mai più ripetuta). La seconda parte sarà l’ascesa del Gasherbrum II partendo direttamente dal colle che separa le due cime”.

Per portare a termine l’impresa Simone Moro pare abbia studiato un piano tutto suo: partire con un processo di acclimatamento e adattamento alla quota già avviato. “Il sogno sarebbe arrivare a campo base e, se c’è bel tempo, provare subito la vetta. Senza dover necessariamente aspettare e salire e scendere dalla montagna per acclimatarsi” ha spiegato l’alpinista bergamasco.

Ad aiutare Simone Moro e Tamara Lunger ci penserà terraXcube, un’infrastruttura di ricerca di Eurac Research, che sarà partner scientifico del progetto, nella quale i due alpinisti passeranno quattro settimane, che simula le condizioni climatiche più estreme del pianeta Terra, dalle tempeste sulle vette dell’Himalaya al caldo torrido dei deserti nordafricani.

I ricercatori di Eurac Research investigheranno l’acclimatamento nella camera ipobarica e monitoreranno il de-acclimatamento una volta che Simone e Tamara saranno tornati dalla spedizione reale. Osserveranno gli impatti dell’alta quota sul cuore, sulle funzioni respiratorie, cognitive e metaboliche e monitoreranno come e quanto a lungo permangano gli effetti dell’acclimatamento una volta scesi di quota.

Moro ha annunciato il suo nuovo progetto durante la presentazione a Milano del suo nuovo libro I sogni non sono in discesa.

La presentazione del libro di Simone Moro a Milano
Libro Simone Moro

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