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II bergamasco Nicola Adobati: “Il mio Lorenzo de’ Medici al cinema”

L'attore vestirà i panni di Lorenzo de' Medici duca di Urbino nel film “Il Peccato - Il Furore di Michelangelo”, che approderà nelle sale giovedì 28 novembre

L’attore bergamasco Nicola Adobati torna sul grande schermo. Vestirà i panni di Lorenzo de’ Medici duca di Urbino, uno dei nipoti di Lorenzo il Magnifico, nel film “Il Peccato – Il Furore di Michelangelo”, che approderà nelle sale giovedì 28 novembre.

La trama ripercorre alcuni dei momenti della vita del celebre artista italiano Michelangelo Buonarroti, interpretato da Alberto Testone. Il regista è Andrei Konchalovsky, maestro del cinema russo che ha già firmato pellicole quali “Tango & Cash” e “Paradise”.
Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

Nicola Adobati

Qual è il suo ruolo nel film?

Interpreto Lorenzo de’ Medici duca di Urbino, che fu uno dei nipoti di Lorenzo il Magnifico. Quest’ultimo ha accompagnato Michelangelo fino alla fine del Quattrocento dopodiché, quando l’artista ha cominciato a sbocciare, lui che era il suo mecenate morì. Dalla sua scomparsa susseguirono lotte tra la famiglia dei Medici da una parte e Della Rovere dall’altra. Io faccio parte della prestigiosa casata toscana nel periodo in cui il mio personaggio conquistò il ducato di Urbino prevalendo sulla signoria rivale. Si tratta di un avvenimento realmente avvenuto, anche se alcuni anni dopo quel territorio tornò ai Della Rovere.

Come è il suo personaggio?

È il rampollo di questa nobile famiglia fiorentina, un po’ viziato, che si interfaccia con suo zio, papa Leone X. Recitare in questo film per me ha avuto un significato particolare perché Michelangelo è il mio artista preferito: sin da quando ero piccolo rimango affascinato ogni volta che osservo i suoi capolavori come la Cappella Sistina, il David e il Mosè.

Che cosa ha significato per lei lavorare con Konchalovsky?

È stata una grande soddisfazione: è un regista che ha ricevuto la nomination agli Oscar (nel 1983 come miglior cortometraggio per “Split cherry tree”, ndr), ha lavorato a Hollywood e diretto film del calibro di “Tango & Cash”. Mi sono trovato molto bene sia professionalmente sia dal punto di vista umano: sin dal provino ha spiegato molto bene il personaggio, la sua visione e come si sarebbe potuto interpretarlo. Inoltre, è stato sempre presente sul set: ha preso parte anche alla prima audizione e ha voluto incontrare gli attori.

E come è nata la sua partecipazione al progetto?

Sono stato proposto al regista che, dopo aver visto un mio lavoro precedente, è rimasto favorevolmente colpito e mi ha subito convocato per effettuare il provino. Era la prima volta che mi capitava e mi ha fatto molto piacere.

Per concludere, ha legato con qualcuno in particolare sul set?

Innanzitutto con Antonio Gargiulo (attore che ha recitato in Gomorra 4 nel ruolo di Saro Levante, ndr), che nel film interpreta il mio rivale, Francesco Maria della Rovere. Inoltre, è nato un bel rapporto con Simone Toffanin, che impersona mio zio Papa Leone X. Più in generale, c’è stata un’ottima sintonia con tutto il cast, che annovera gli attori Orso Maria Guerrini, Massimo De Francovich, Nicola De Paola, Francesco Gaudiello e Federico Vanni.

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