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Primi cargo notturni a Malpensa già dal 2020? I sindaci sperano, lavoratori in ansia

In commissione aeroportuale e al tavolo dei sindaci dei giorni scorsi è stata lasciata aperta la possibilità di un trasferimento in tempi più rapidi di quanto previsto anche se al momento è impossibile capire in quale misura.

La piccola apertura lasciata trapelare in sede di commissione aeroportuale prima (11 novembre) e al tavolo dei sindaci poi (25 novembre) ha dato una nuova speranza ai territori che insistono nell’immediato intorno aeroportuale e, allo stesso tempo, ha aggravato le preoccupazioni dei lavoratori.

Impossibile parlare ora di numeri, percentuali o tempi certi ma, a quanto pare, già dal 2020 i primi voli cargo notturni operati da Dhl potrebbero iniziare la loro migrazione verso il nuovo hub di Malpensa: un gigante da 30mila metri quadrati, novità proprio del prossimo anno.

Una battaglia, quella contro i collegamenti merci (ma anche passeggeri) schedulati tra la mezzanotte e le sei, che sindaci e comitati portano avanti da sempre, chiedendone una progressiva riduzione fino ad azzerarli: eventualità, quest’ultima, difficilmente perseguibile, come dimostra anche una recente sentenza che ha riguardato l’aeroporto di Ciampino.

Chi non ha voluto attendere la naturale evoluzione della vicenda è stata invece l’associazione Colognola per il suo futuro che insieme al circolo Legambiente Bergamo ha presentato in procura un esposto sottoscritto da oltre mille cittadini sulle criticità causate dal traffico aeroportuale, dall’inquinamento atmosferico e acustico fino al rischio di incidenti.

Se da un lato l’alleggerimento dei voli cargo sullo scalo bergamasco farebbe piacere a chi vive nel circondario, dall’altro fa tremare i lavoratori Dhl che lunedì hanno indetto un’assemblea per chiedere certezze sul futuro dei 509 dipendenti diretti, a cui si aggiungono 164 somministrati e 150 in appalto.

“L’azienda ha sempre detto che tutti i lavoratori del sito sarebbero restati a Bergamo, anche se gran parte della lavorazione si sposterà nel nuovo hub – hanno spiegato Marco Sala di Filt Cgil, Antonio Scaini di Fit Cisl e Giacomo Ricchiardi di Uil Trasporti – Ma nell’ultimo incontro del 12 novembre l’azienda ha dichiarato che non sarebbe più interessata a entrare nel nuovo cargo center e che ha chiesto a Sacbo di prorogare l’affitto degli spazi che occupa attualmente. E tuttavia sugli spazi attuali grava già una destinazione diversa, secondo il piano di sviluppo dello scalo. Allora il punto è: dove andranno a lavorare queste persone? Chiediamo che nell’incontro del 4 dicembre ci vengano date risposte chiare e certe. Oltre ad essere allarmati per i lavoratori DHL, siamo preoccupati per lo sviluppo del cargo center e del settore in generale nella provincia di Bergamo”.

È una delle questioni più spinose che il neo presidente di Sacbo Giovanni Sanga ha ereditato dal suo predecessore Roberto Bruni: una matassa difficile da sbrogliare, con la sensazione che, da qualsiasi lato si decida di tirare, la coperta sia destinata a lasciare qualcuno al freddo.

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