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Ortofrutta

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Il momento giusto per i pomodorini Dop del Piennolo: ecco la caprese

È una varietà di pomodoro tradizionale della Campania, coltivata esclusivamente sulle pendici vesuviane

Conoscete il pomodorino del piénnolo del Vesuvio? È una varietà di pomodoro tradizionale della Campania, coltivata esclusivamente sulle pendici vesuviane, che dal 2009 ha ottenuto il riconoscimento Denominazione di origine protetta (Dop).

Dotato di caratteristiche uniche, è il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco: considerando che questo è il suo momento, può essere un ottimo spunto per la propria spesa dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia.

I nomi popolari con cui viene chiamato variano di città in città: è un esempio il termine “pomodoro di spongillo”, per la puntina nella parte inferiore del pomodoro (sponda), che, in altri comuni diventa “spuncillo” o “spunzillo”.

Si contraddistingue per la forma ovale allungata, lievemente a pera o a cuore, di cui è ben visibile la parte apicale, ma anche per il colore rosso intenso e il sapore fresco e acre.

La buccia è spessa e permette di conservare tutte le sostanze nutritive a lungo termine. L’antica diffusione di questa tipologia di pomodoro, infatti, era legata alla necessità di disporre nei mesi invernali di pomodoro allo stato fresco per poter adeguatamente guarnire le preparazioni di pizze e primi piatti che richiedevano intensità di gusto e di fragranze.

Ricco di proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, è una fonte di vitamina A, B1, B2, B6, C, E, K e PP, ma non manca di sali minerali. Grazie alla sua composizione, svolge una funzione astringente, dissetante e diuretica. Secondo alcune ricerche, poi, contiene licopene, antiossidante che aiuta a proteggere le cellule dall’invecchiamento contrastando i radicali liberi. Inoltre, questa sostanza sarebbe in grado di rallentare o prevenire certe forme di tumore (a polmoni, prostata, colon e tratto digestivo) e le malattie cardiovascolari.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, si rafforza l’offerta di arance con origine nazionale, alleate contro i malanni di stagione. La varietà protagonista al momento è la Navelina e gli areali produttivi da dove arriva la maggior parte degli approvvigionamenti sono quelli calabresi e siciliani. I prezzi si posizionano entro valori medio alti a causa di una disponibilità che attualmente non è eccessiva.

È decisamente buona la qualità delle clementine, che sono originarie principalmente dalla Calabria e dalla Puglia, che rappresentano i territori maggiormente vocati alla coltivazione di questi agrumi. Dopo un inizio della campagna commerciale piuttosto vivace, questa settimana il rapporto tra domanda offerta costringe a una diminuzione dei prezzi all’ingrosso cercando comunque di rispettare le indicazioni della produzione che lamentano quantitativi inferiori alla media della stagione.

Pian piano il prodotto nazionale inizia a far presa sul mercato, i prezzi sono evidentemente superiori a quelli della stagione passata a causa di un raccolto meno generoso, i consumi non decollano e forse proprio per questo la presenza di merce neozelandese risulta ancora superiore alle aspettative.

Sono piuttosto sostenute le quotazioni delle fragole: con il raccolto nazionale siamo a cavallo tra la fine dell’offerta degli areali produttivi del centro nord Italia e l’inizio di quelli posti più a sud, con il prodotto estero proveniente dal Belgio e dall’Olanda i costi sono anche più alti di quelli del raccolto nazionale.

Volge verso il termine la campagna commerciale dell’uva da tavola, per la quale per accaparrarsi un buon prodotto occorre rivolgersi a marchi premium che, facendo una grandissima selezione, sono ancora in grado di offrire elevata qualità.

Passando al comparto orticolo, si rilevano prezzi decisamente alti per i carciofi, soprattutto per quelli sardi e con le spine. L’attuale disponibilità, a causa delle avverse condizioni climatiche che hanno colpito i luoghi di produzione, pare significativamente inferiore alla media stagionale e all’attuale richiesta di mercato.

Si registrano valori di mercato stabili per i cavolfiori bianchi mentre aumentano quelli dei broccoletti verdi.

Intanto, l’offerta della produzione locale dell’indivia scarola dei Colli Bergamaschi sembra aver raggiunto i consueti livelli qualitativi con quantità in moderato aumento.

Si attesta entro valori nella norma per la stagione i prezzi dei radicchi rossi, mentre una temporanea carenza di spinaci con origine locale, spinge le loro quotazioni entro valori superiori a quanto rilevato la scorsa settimana.

Per concludere, è in contrazione la disponibilità di zucchine su scala nazionale e questo determina una fisiologica risalita dei prezzi di questa verdura. Questo rincaro permette l’entrata in campo anche al prodotto estero di minor pregio e offerto a quotazioni più convenienti.

Caprese vesuvio

La ricetta della settimana

a cura del Blog di GialloZafferano e Ortaggi che passione di Sara Grissino

CAPRESE VESUVIO

Ingredienti

mozzarella* (di bufala campana dop)
* per i vegetariani senza caglio animale

Per i pomodorini Confit (dosi per una teglia da forno)

750 g di pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP
35 g di olio extra vergine d’oliva
2 spicchi d’aglio (facoltativo)
1 cucchiaino di sale (circa 3 g)
1 cucchiaino di zucchero (o miele)
timo fresco q.b. (o origano secco)
caprese-vesuvio-pomodorini-confit

Procedimento

Lavare i pomodorini e asciugarli, tagliarli a metà nel senso della lunghezza. Porli su una teglia ricoperta da carta forno con la parte aperta verso l’alto.

Lavare e preparare il timo. Togliere all’aglio la pellicina esterna e l’anima interna.

In una ciotola preparare il condimento: sciogliere il sale e lo zucchero (o miele) nell’olio extra vergine d’oliva. Aggiungere il timo (o rosmarino) a foglioline e l’aglio tritato. Mescolare.

Accendere il forno a 130° ventilato o 150° statico.

Con l’aiuto di un cucchiaino condire superficialmente tutti i pomodorini con l’olio aromatizzato.

Infornare la teglia di pomodori e lasciarli cuocere da mezz’ora a due ore in base alle preferenze.

I pomodorini Confit (cotti per due ore o fino a che risultano appassiti ma non bruciati) sono ottimi sia caldi che freddi per accompagnare un secondo piatto oppure per condire un piatto di spaghetti.

Conservare i pomodorini Confit

Si conservano in frigorifero in un contenitore chiuso ermeticamente per 4 – 5 giorni.

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