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Donne e lavoro: Italia ultima in Europa, perchè? Risponde Pia Locatelli

Punto chiave di questo problema complesso sono i servizi all’infanzia, o meglio, la loro assenza.

Donne e lavoro in una paese lontano dalla parità di genere, questo è il titolo dell’incontro tenutosi alla Cooperativa “La Solidarietà” a Dalmine. L’iniziativa fa parte della rassegna Molte fedi sotto lo stesso cielo, ed è stata organizzata dalla sezione dalminese delle Acli.

Relatrice Pia Locatelli, bergamasca, già eurodeputata, che inquadra la situazione della parità di genere in Italia servendosi di dati elaborati dall’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere e della sua esperienza personale.

Pia Locatelli delinea le tendenze del nostro Paese in fatto di parità evidenziandone sia i punti di forza, sia le debolezze. Se da una parte negli ultimi anni si è verificata una crescita che ci ha portato a scalare la classifica europea dal fondo fino a portarci in quattordicesima posizione, dall’altra siamo il fanalino di coda d’Europa per quanto riguarda il tema del lavoro.

Ma perché il tasso di partecipazione occupazionale delle donne italiane è basso?

Punto chiave di questo problema complesso sono i servizi all’infanzia, o meglio, la loro assenza. Dati statistici dimostrano la correlazione tra la presenza di asili nido sul territorio e l’innalzamento del tasso di occupazione femminile. Altro elemento di grande peso è la scolarizzazione: infatti maggiore è il livello d’istruzione di uomini e donne, minore è la differenza di occupazione tra le due categorie.

L’esposizione di questi fatti da parte di Pia Locatelli è anche punteggiata dalle sue esperienze personali di donna, imprenditrice e politica. Nata a Villa d’Almè nel ’49 in una famiglia con nove sorelle e tre fratelli, Pia ha un’infanzia felice, in cui però non manca di notare le differenze di trattamento tra i bambini e le bambine. Quella di insegnante è la prima delle figure professionali che ricopre. In seguito entra nell’azienda di famiglia, fino a diventarne amministratrice delegata: durante questa esperienza ha l’occasione di osservare come l’idea diffusa di leadership per cui si deve essere disponibili 24 ore su 24 sia a detrimento dei lavoratori, senza beneficiare l’azienda.

Costituisce poi la Fondazione A.J. Zaninoni per ricordare il marito imprenditore, prima di dedicarsi alla politica. Dal consiglio comunale di Vertova questa signora grintosa e capace ricopre ruoli sempre più importanti fino a diventare deputata al parlamento europeo e a quello italiano. A questi titoli si aggiunge anche quello di Presidente Onorario dell’Internazionale Socialista Donne.

Questo stimolante incontro non è stato l’ultimo della rassegna: il prossimo appuntamento è a mercoledì 27, quando il professor Alessandro Rosina dell’Università Cattolica di Milano affronterà il tema dei NEET, i giovani che non studiano, né lavorano.

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