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Paleocapa, l’attualità delle sue imprese idrauliche: da Suez a Venezia

Nel 150° della morte di Pietro Paleocapa, c’è da chiedersi che cosa potrebbe dirne l’insigne ingegnere sull'acqua alta in laguna, considerando che Paleocapa a Venezia dal 1829 fu Ingegnere Capo di Acque e Strade, dal 1833 Ispettore idraulico per le province venete e dal 1840 Direttore dell’Imperial Regio Ufficio delle Pubbliche Costruzioni.

Nei giorni “dell’acqua granda” che ha flagellato Venezia e delle polemiche sul mastodonte inutilizzato del Mose, il gotha degli esperti ha pronunciato opinioni e verdetti contrastanti sulle strategie d’intervento sulla laguna a breve e a lungo termine.

Nel 150° della morte di Pietro Paleocapa, c’è da chiedersi che cosa potrebbe dirne l’insigne ingegnere che a Venezia dal 1829 fu Ingegnere Capo di Acque e Strade, dal 1833 Ispettore idraulico per le province venete e dal 1840 Direttore dell’Imperial Regio Ufficio delle Pubbliche Costruzioni. Il rapporto laguna-porti-mare che a Venezia assumere i caratteri dell’unicità, grazie a lui conobbe una svolta all’epoca della realizzazione del porto di Malamocco, che divenne modello di ingegneria marittima non solo nel litorale veneto ma in tutto il Paese.

Come ricorda Domenico Zampaglione, professore emerito di Idraulica del Politecnico di Milano, “la preparazione tecnica di Paleocapa, l’esperienza manageriale maturata a Venezia e la cultura derivante dagli studi di Diritto compiuti in gioventù furono gli elementi essenziali sui quali si fondò la sua puntigliosa attitudine ad affrontare tutte le componenti delle problematiche dei grandi interventi, tra le quali quelle della formulazione del piano finanziario e delle modalità di reperimento delle disponibilità economiche per la realizzazione delle opere”.

Presidente per regio decreto della commissione lagunare incaricata di studiare e proporre quanto era necessario per il miglioramento della laguna e dei porti, Paleocapa non si risparmiò mai al servizio del delicatissimo equilibrio territoriale di Venezia – la città che lui considerava la sua prima patria, essendo nato in quel di Nese nel 1788 quando Bergamo era ancora terra di San Marco.

Autorità indiscussa fin da prima dell’unità d’Italia (Cavour lo definiva “uomo di accortezza e malizia ellenica”, in omaggio alle antiche radici greche della famiglia), Paleocapa fu ministro dei Lavori Pubblici del governo sabaudo, distinguendosi per l’impegno rigoroso ed esemplare al servizio della società civile – veneta e più latamente nazionale. Alternando l’attività professionale e quella politica si conquistò un posto di primo piano nella grande Storia e non a caso in Bergamo alla sua figura è intitolato (con regio decreto del 28 novembre 1935) l’Istituto Tecnico Industriale che ad oggi ha formato la maggior parte degli imprenditori e dei dirigenti industriali della bergamasca.

Proprio l’Itis Paleocapa – che sta conoscendo un boom di iscritti grazie anche agli investimenti in laboratori high-tech e a progetti supportati dalla imprese – si è fatto promotore del convegno dal titolo “Pietro Paleocapa: oltre il tempo, verso il futuro” che si terrà venerdì 22 e sabato 23 novembre al Museo Time con sede nell’Istituto scolastico in via Gavazzeni 29 a Bergamo e ad Alzano Lombardo nell’aula magna del Liceo E. Amaldi.

Si tratta di due giornate di studio, dalle 9 alle 18, con interventi di ingegneri, storici e studiosi. Tra i relatori Alberto Scanzi, presidente dell’Associazione Circolo Gramsci di Bergamo, che per onorare la ricorrenza ha confezionato un libro frutto di un anno di studio corredato di apparato iconografico (stampe, foto, iscrizioni funebri) dal titolo “Il Paleocapa rimosso” a cura del Comune di Bergamo, che sarà presentato al Time alle 9.20 di venerdì 22. Un altro tassello importante sulla via della presa di coscienza collettiva dell’importanza di questa personalità.

Non c’è dubbio che Pietro Paleocapa fu la persona giusta al posto giusto per la gestione dei grandi progetti europei di comunicazione di fine Ottocento: dai coraggiosi interventi di sistemazione della laguna veneta, alla progettazione del traforo ferroviario del Cenisio-Frejus, al coordinamento di quella che fu la più straordinaria opera idraulica dell’epoca, la progettazione del Canale di Suez.

Il convegno sarà l’occasione per tornare a puntare i riflettori su un patriota, ingegnere, politico e liberale moderato di rara caratura culturale e professionale: “un punto di riferimento formidabile per tutta un’epoca” come lo definirono Lelio Pagani, Sandro Angelini, Walter Barbero, altre irripetibili figure della cultura bergamasca che nel 1988-89 per il bicentenario della nascita curarono una pubblicazione a più voci e una mostra documentaria allestita in Sant’Agostino.

Anche il convegno organizzato dall’Itis Paleocapa si correda di un evento a latere: il 30 novembre alle 20.45 si terrà la rappresentazione teatrale “Paleocapa, uomo di terra e di mare” di e con Laura Curino, al pianoforte Fabio Piazzalunga, presso il “Teatro degli Storti” di Alzano Lombardo, piazza Caduti di Nassiryia, Pandemonium (a cura del Comune di Alzano Lombardo).

Per consultare il programma: www.itispaleocapa.it

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