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Belgio: quante città da scoprire (portandosi l’ombrello)

Quella che più mi ha colpito è senza dubbio Dinant: con i suoi colori la cittadella ti regala una vista di tutta la città davvero mozzafiato.

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Se domani dovessi decidere di prenotare un biglietto aereo zona Europa, sceglierei sicuramente un volo direzione Belgio. Siamo abituati a definire Londra come una delle città più piovose, dove un secondo c’è il sole e due secondi dopo piove; ma dopo aver passato quattro giorni in Belgio ho cambiato subito idea.

Affidarsi alle previsioni meteo è quasi impossibile poiché secondo l’applicazione telefonica c’è il sole, ma nella realtà 5 minuti piove e 5 minuti c’è il sole. Il consiglio che mi è stato dato e che mi è davvero servito è stato quello di portarmi nello zaino sempre un ombrellino e un kway.

Cosa ho amato di questo Paese? La puntualità e la pulizia dei mezzi pubblici. Ho visitato molti paesi limitrofi utilizzando il treno almeno due volte al giorno, senza subire ritardi o incontrare disagi su dove sedermi.

Bruxelles come città mi ha lasciato ben poco: associata a Bruxelles c’è una statua di un bambino che fa la pipì in una fontana; la statua è accompagnata dalla strana usanza di cambiargli i vestiti. Una città molto affollata e, per la sua importanza a livello europeo, una città anche molto turistica. Ovviamente, il monumento dell’Atomium non può non essere visto: fare la foto perfetta ai suoi piedi non è facile a causa dei repentini cambi climatici. È possibile visitare il monumento acquistando il biglietto.

Durante questo viaggio il mio alloggio “fisso” era situato ad Hasselt: un paesino molto tranquillo, spesso con tanti ragazzi in Erasmus e piacevolmente vivibile. I suoi bar e i ristoranti sono una delle migliori scoperte che io abbia mai fatto!

Sono inoltre riuscita a visitare la città di Gand: un posto stupendo, una città che con la sua architettura medievale mi ha messo tranquillità.

Leuven è stato il paese che abbiamo visitato pur non essendo nei programmi e mi ha molto colpito soprattutto perché appena fuori dalla stazione c’era un festival.

Brugesme la ricordo per il miglior waffle che io abbia mai mangiato e per le vie tutte uguali dove mi sono persino persa.

La città che più mi ha colpito è senza dubbio Dinant: con i suoi colori la cittadella ti regala una vista di tutta la città davvero mozzafiato. Molto comodo è l’ufficio “info point” presente in ogni paese dove viene fornita la mappa con le attrazioni da poter visitare!

Cosa mangiare? Semplice! Il fritto è una vera specialità in Belgio; le patatine sono le più quotate ma anche il pollo fritto fa la sua bella figura. I waffle sono assolutamente da provare perché non sono come i nostri. Infine, non possono mancare la birra e il cioccolato!

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