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Al via la campagna di raccolta fondi a sostegno di “Invecchiando s’impara” fotogallery

Da lunedì 25 novembre sarà attiva la campagna di crowdfunding sulla piattaforma di Intesa San Paolo FOR FUNDING promossa dalla Fondazione della Comunità Bergamasca

È attiva da lunedì 25 novembre 2019 la campagna di crowdfunding sulla piattaforma di Intesa San Paolo FOR FUNDING promossa dalla Fondazione della Comunità Bergamasca. Un passo in più per i 4 Alzheimer Caffè realizzati grazie al progetto Invecchiando si impara a ChiudunoCavernagoAlbano Sant’Alessandro e Seriate: luoghi dove familiari e malati possono recarsi insieme, scoprire che non sono soli e capire come altri fanno fronte alla malattia e alle sue conseguenze.

La campagna è attiva fino al 15 aprile 2020; tutti i cittadini sono invitati a donare il proprio contributo, direttamente sul sito www.invecchiandosimpara.it (dove è attivo il link diretto per effettuare la donazione) oppure recandosi alle Botteghe della Domiciliarità: a Grumello del Monte in via Dott. Libero Signorelli 91/93, il venerdì dalle 16.00 alle 19.00 oppure su appuntamento telefonando a 348 5296957, e a Seriate in via S. Giovanni Bosco 5, il lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 11.00 oppure su appuntamento, telefonando a 346/9930001.

 In particolare, grazie alla raccolta fondi attiva sulla piattaforma For Funding, al raggiungimento degli € 8.000, ci sarà la possibilità di avviare nei 4 Alzheimer Cafè collaborazioni semestrali con:

– un fisioterapista per attività motoria e ginnastica dolce
– un medico per supporto e indicazioni per la cura dell’anziano fragile
– una psicologa per attività di ascolto guidato

Le donazioni non prevedono nessuna commissione, né per il donatore né per il beneficiario, e danno diritto a ricevuta per la deducibilità fiscale.

Alcuni dati sull’Alzheimer

All’interno del quadro generale delle demenze, la malattia di Alzheimer rappresenta circa il 60% del totale. In Italia si stima siano circa 600mila i malati di Alzheimer, pari al 4,5% della popolazione over 65 (dati 2017). Stimando che nel 2050 gli ultra 65enni rappresenteranno il 34% della popolazione, le previsioni per i prossimi anni indicano un aumento dei casi che renderà il nostro paese uno dei più colpiti dalla patologia (testo tratto da Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità).

Nella maggioranza dei casi (circa l’80%) il malato vive in famiglia ed è assistito da un sistema di supporto informale, ossia da familiari o amici. I familiari che assistono un paziente demente devono sostenere un pesante carico, sono soprattutto i disturbi comportamentali (agitazione, vagabondaggio, insonnia) ad incidere sulle risorse assistenziali dei familiari che vengono messe in crisi, portando così alla dura scelta di richiesta di istituzionalizzazione.

Gli Alzheimer Cafè del nostro territorio

La popolazione complessiva dei 19 comuni coinvolti nel progetto è di circa 127 mila abitanti, di cui circa 23 mila over 65 anni. La stima, in base alla percentuale sopra indicata, è di circa 920 persone affette dalla patologia.

servizi offerti dai 4 Alzheimer Caffè hanno ottenuto un grande riscontro dal territorio e da parte di coloro che utilizzano questi spazi. Sono emerse però alcune criticità legate alla necessità di poter avere anche un supporto da parte di professionisti specializzati nella gestione dei malati e dei loro accompagnatori. Per questo motivo si è deciso di avviare una sperimentazione con l’inserimento delle 3 nuove figure: medico, fisioterapista e psicologa.

Il Progetto Invecchiando si impara

Il progetto, promosso da Fondazione Cariplo all’interno del bando Welfare in Azione, interessa un territorio di 19 comuni e coinvolge diversi partner, oltre alla Fondazione della Comunità Bergamasca: ASST Bergamo Est, coop. Namastè, coop. Paese, coop. Universiis e Fondazione Madonna del Boldesico.

C’è un modo per invecchiare bene? Invecchiando s’impara (a vivere) prova rispondere a questa domanda, riflettendo sul tema dell’invecchiamento: che cosa significa, come lo si affronta personalmente, cosa succede al corpo, alla mente, e come questo cambiamento si riflette sulla vita e su quella delle persone vicine. Al centro si pone la volontà di mantenere la propria autonomia e autosufficienza, per continuare a vivere nella propria abitazione, circondati da affetti e amicizie, in salute e con la voglia e la possibilità di curare relazioni, interessi, piaceri e, perché no, di coltivarne di nuovi, nella consapevolezza e convinzione che la vita è continuamente in divenire a prescindere dall’età anagrafica.

 

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