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“Ogni articolo è una sfida”: la lezione del giornalista Pasini

Anche se circola la convinzione, che internet stia togliendo il monopolio ai giornalisti, non ci si deve scoraggiare e si deve accettare la sfida con il web per poi cercare di battere la concorrenza con la completezza della propria notizia.

Giovedì 14 novembre Gianluca Pasini è intervenuto alla Bergamonews Academy, raccontando la propria esperienza come giornalista della Gazzetta dello Sport. Tutto ha inizio nel 1992, quando diventa il responsabile delle rubriche pallavolo e vela, occupandosi poi anche di sci e alpinismo. Inoltre, ha seguito da inviato i Giochi olimpici, a partire da quelli invernali del 1998. Ama scrivere di sport perché, secondo lui, lo sport ha un forte potenziale sociale e un linguaggio universale.

Come prima cosa ha illustrato le sue idee sul giornalismo, paragonando il passato e il presente di questa professione. Il potere centrale di questo lavoro, nella nostra società, è la comunicazione, tuttavia si deve tener conto della rivoluzione che ha affrontato nel tempo. Più di vent’anni fa, non vi era tutto questo “bombardamento” mediatico, attraverso social network o canali YouTube e trasmissioni televisive, le notizie ai giorni nostri circolano più frequentemente e tante volte sono i soggetti stessi della notizia a farla circolare, senza più passare attraverso la mediazione del giornalista, perdendo così il ruolo di unico punto di riferimento e fonte delle notizie. Ai giorni nostri, fare il giornalista è diventato più complicato e competitivo, vivere solo di giornalismo diviene difficile: lo stesso Gianluca, nonostante si reputi un idealista, afferma che si deve guardare il lato economico di ogni mestiere per poter mantenersi e realizzare i propri progetti. Questo lavoro, anche se ormai complicato, è pur sempre il lavoro dei suoi sogni, sin da quando aveva sei anni.

Un buon giornalista, secondo Gianluca, deve essere prima di tutto un uomo di buone qualità e avere una forte passione per la propria professione. Oltre a queste due caratteristiche, deve avere un forte spirito di adattamento, stando anche fino a tardi per scrivere un articolo, sacrificando la vita sociale, battendo così sul tempo altri giornali nel pubblicare la notizia. Il tempismo è tutto, visto che le notizie oggi hanno vita breve e circolano 24 ore su 24, in particolare nello sport, non ha senso pubblicare una notizia molto dopo la fine di una partita o di una gara.

Altro elemento fondamentale, che ha sottolineato Pasini, è cambiare il metodo di scrivere, adattandosi al tipo di giornale (un quotidiano o un settimanale) e al tipo di notizia (una conferenza, una partita o un intervista), consigliando i giovani dell’Academy di immaginare sempre nella loro mente la notizia e di pensare attentamente come renderla interessante ai lettori.

Ogni articolo è una sfida quotidiana, soprattutto quando vuoi raccontare la storia di atleti poco conosciuti nel presente, ma con un passato davvero interessante, è importantissimo renderlo il più coinvolgente possibile e toccare la mente e il cuore del lettore.

I giornalisti di oggi e futuri devono e dovranno utilizzare i mezzi di comunicazione diffusi, canali YouTube e blog, come lo stesso giornalista afferma l’importanza di tenere aggiornati i propri canali e seguire le proprie linee guida, per esempio, molte volte, preferisce pubblicare il video di un intervista, piuttosto che trascriverla, per rendere la notizia più inattaccabile, veritiera e diretta al pubblico. Altro esempio, se si vuole parlare di un atleta importante, non si deve sbagliare il linguaggio, mantenendo il discorso il più fedele possibile all’originale, la credibilità prima di tutto, donde evitare polemiche e critiche.

Anche se circola la convinzione, che internet stia togliendo il monopolio ai giornalisti, non ci si deve scoraggiare e si deve accettare la sfida con il web per poi cercare di battere la concorrenza con la completezza della propria notizia. Ci si chiederà in che modo, ebbene, secondo Pasini, si deve raccontare alle persone lo sfondo e il retroscena di un tweet o di un video o di un intervista, capire ciò che la gente vuole sapere, con una percezione più diretta del sentire, si potrà così rendere il proprio articolo più interessante ai lettori.

Il docente ha concluso il suo intervento, incoraggiando i giovani futuri giornalisti a non mollare il loro sogno, senza dare troppa importanza alle critiche che ci saranno sempre, come qualsiasi opinione contraria al loro pensiero. Come ultima raccomandazione, ha sottolineato di mantenere sempre attiva la loro curiosità, ponendosi mille domande, senza farsi prendere mai dai dubbi o dalla voglia di voler aver ragione a tutti i costi, perché le cose che funzionano hanno sempre dietro un’idea, in cui noi crediamo fortemente.

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