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C’è bisogno di un nuovo welfare: generativo, partecipativo, di comunità

Mauro Magatti, intervenuto nell’ambito del convegno “Welfare prossimo futuro” organizzato da Cooperativa Serena per i suoi 30 anni: “Il nuovo Welfare deve mettere al centro le persone e generare risorse, non è semplicemente un sistema di prestazioni per soddisfare bisogni”. Vanni Maggioni, Presidente Serena: “La nostra Cooperativa è pronta a raccogliere le nuove sfide”.

Una profonda riflessione sul welfare e sul ruolo della cooperazione sociale come soggetto chiave nella costruzione di un modello sostenibile e capace di generare ricchezza, anche a partire dalle fragilità: questo è stato il convegno “Welfare prossimo futuro” che Cooperativa sociale Serena ha organizzato per celebrare i suoi primi 30 anni.

Lontano dall’autocelebrazione che anniversari importanti come questo potrebbero pur tentare, il pomeriggio di mercoledì 20 novembre all’Auditorium del Polaresco è stato un’occasione per chiamare a raccolta il mondo del terzo settore, in particolare, della cooperazione sociale, amministratori pubblici, sindacato e operatori, per metterlo di fronte alla (dura) realtà. A cominciare dai numeri di Aldo Cristadoro Intwig, che ha presentato un’analisi sul mondo degli over65 in Italia, rispetto all’Europa, e con un focus su Bergamo e provincia.

L’Italia si conferma il Paese più anziano d’Europa: gli over65 rappresentano il 22,8% della popolazione contro il 19,7% della media europea. Negli ultimi 40 anni, la provincia di Bergamo si è tinta d’argento: gli over65 sono cresciuti del 153%, a fronte di un aumento della popolazione complessivo del 28%.

Bergamo presenta alcune caratteristiche proprie delle aree metropolitane. È una città che invecchia, in cui gli over65 sono il 24,6% della popolazione e secondo le stime, tra 20 anni, saranno il 32,6% (crescita del 39%); in cui moltissime persone vivono da sole: le famiglie unipersonali passano dal 34% nel 2001 al 45,9% nel 2018. Anche a Bergamo, gli stranieri sostengono il welfare: i giovani stranieri residenti sono tendenzialmente più giovani e in piena età lavorativa, attenuando gli effetti dello sbilanciamento anziani-giovani della città.

Con l’aumentare dell’età cresce l’incidenza delle malattie croniche in Italia. Gli over65 con almeno una malattia cronica raggiungono l’85,8%; mentre il 65,7% di malattie croniche ne ha almeno due.

cooperativa serena

Nel nord ovest, l’8,3% degli over65 ha gravi difficoltà nelle attività di cura della persona (mangiare, alzarsi dal letto, etc.); il dato stimato relativo alla Provincia di Bergamo è di circa 19.400 anziani in queste condizioni (rielaborazioni su dati Istat 2015-2018 e su Open Data Regione Lombardia).

L’offerta di Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) in Provincia di Bergamo (65 strutture, 6.298 posti letto autorizzati) è ancora insufficiente: si contano 3 posti ogni 10 necessità.

Situazione che, se pur ben nota ai molti operatori presenti – tra cui Fabrizio Lazzarini, Direttore della RSA Fondazione Carisma (ex Gleno), Orazio Amboni, Sanità Cgil Bergamo, Daniele Rota, ABF e una lunga esperienza nella cooperazione sociale (Solco, Alchimia, etc.) –, ha incupito gli sguardi dei presenti.

cooperativa serena

Il sistema di welfare così com’è non è più sostenibile e la cooperazione sociale è chiamata ad agire da stimolo per innescare una radicale trasformazione di paradigma. Mauro Magatti, noto sociologo e responsabile dell’archivio della generatività sociale, non la manda a dire: “Occorre cambiare completamente visione, il terzo settore non può essere solo un prestatore di servizi, spesso a basso costo, per la Pubblica Amministrazione: ci saranno sempre meno risorse disponibili e se la strada resta questa si va a sbattere. Occorre passare da uno schema a due punte che vede da un lato la produzione e dall’altro il consumo ad uno a quattro che inserisce in questa dinamica due soggetti necessari: la persona e la comunità”.
“Un welfare evoluto non sta in piedi – continua Magatti – se non ci convinciamo che si tratta di un bene comune. La persona non è solo un destinatario di servizi ma un costruttore di welfare. Generatività è il riconoscimento che al centro del sistema non ci sono la produzione e il consumo ma la generazione di risorse. E questo parte dalle persone”.

Daniele Rocchetti, Presidente Provinciale delle ACLI, condivide e rilancia la visione di Magatti: “Se c’è qualcosa di potente oggi è il bisogno di fare comunità. Le risposte alle fatiche dell’oggi, alla crisi politica, economica e sociale, devono partire dal “terzo spazio”, la comunità appunto, uno spazio comune, un lavoro continuo, che si plasma con la libertà ma si coniuga con la responsabilità”. Rocchetti vede due sfide per la Cooperativa SEReNA: quella di “continuare ad essere un elemento critico del sistema, coltivando il dubbio, mai appiattendosi sull’esistente”; e quella di raccontarsi: “Servono nuove narrazioni”, conclude, indispensabili per far conoscere e qualificare la cooperazione sociale.

cooperativa serena

Per Lucio Moioli, Confcooperative Bergamo, l’innovazione di cui la cooperazione sociale ha bisogno parte da ciò che già c’è e che è stato costruito negli anni. Come può agire il mondo cooperativo? “In modo generativo significa che sono capace di trasformare anche le fragilità in ricchezza. La sfida vera è cooperare, cooperare davvero”.

Candida Sonzogni, Segretaria Cisl Bergamo, ha posto l’accento sulla contrattazione e sulla qualità del lavoro nel mondo cooperativo, che va presidiata e difesa. Positivo il parere sulle opportunità offerte dal sistema del welfare aziendale: “un’innovazione che punta a massimizzare il valore della quota di salario da corrispondersi in beni o servizi”.

Voce del Comune di Bergamo, Marcella Messina è intervenuta con cognizione di causa – ed un po’ di emozione – avendo guidato Cooperativa Serena fino alla nomina ad Assessora ai Servizi Sociali da parte del Sindaco Giorgio Gori. “Siamo di fronte a sfide inedite, le risposte sono tutte da costruire”. Lo sguardo del cuor”, slogan scelto per i 30 anni della Cooperativa, pare più, per l’Assessora, un monito a non lasciarsi travolgere dalle emozioni: “Il cuore è un organo complesso, complicato; qui serve tecnica, competenza”. A Bergamo le sfide sono diverse: “Moltissimi sono e saranno gli anziani, la natalità è molto bassa, le fragilità e le diverse abilità vanno sostenute adeguatamente. Non ci sono e non ci saranno risorse pubbliche sufficienti; la cooperazione sociale è e sarà un partner indispensabile, anche nella coprogettazione, nella costruzione di reti e legami sul territorio”. L’Assessore ha annunciando lo stanziamento di 1 milione di euro da parte del Comune di Bergamo a sostegno delle famiglie per i servizi prima infanzia e a sostegno dell’invecchiamento attivo.

Vanni Maggioni, Presidente Serena: Cooperativa Serena c’è, è in buona salute, è sempre stata orientata alla produzione di pensiero e all’innovazione. È fortemente impegnata a rimodulare organizzazione, missione e cultura della cura in relazione ai profondi cambiamenti che nei contesti sociali, amministrativi, culturali si muovono verso nuove definizioni e declinazioni di welfare. La Cooperativa è disponibile a realizzare, in integrazione con altri soggetti territoriali, un’ipotesi di welfare generativo capace di attivare risorse contestualmente all’erogazione di servizi, coinvolgendo sguardi ed energie di generi, generazioni, identità, responsabilità”.

La serata è stata moderata da Valerio Mari, Consorzio Ribes.

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