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La polemica

“Il derby Brescia-Atalanta a prezzi abnormi”: scoppia la protesta tra i tifosi delle Rondinelle

Solo voci per ora, ma pare che i tagliandi del match del 30 novembre rientreranno nella "fascia alta" di prezzo e saranno venduti a partire da 47 euro

La vendita non è ancora iniziata, la protesta sì. C’è della prevenzione nel malumore che è scoppiato a Brescia, tra i tifosi delle Rondinelle, che si sono fatti bastare i rumors sul caro-biglietti per l’attesissimo derby con l’Atalanta in arrivo il 30 novembre prossimo.

Con un comunicato il gruppo “Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord” ha voluto alzare la voce: “Sembra che la società abbia messo i prezzi di fascia alta(!), come per ‘Brescia 1911 vs Juventus’ o ‘Brescia 1911 vs Inter’, ossia 47 euro”.

L’ipotesi dell’esborso è ancora tutta da verificare, qualcosa di certo lo si capirà quando il club biancazzurro metterà effettivamente in vendita i tagliandi. Ma alla parte più calda del tifo le voci sono bastate per alzare la polemica: “Il costo del biglietto per questa partita a dir poco speciale è un’abnormità – l’attacco della frangia di supporters -. Fra l’altro, anche per questo incontro i ridotti non sono previsti, quindi chi vorrà portare la propria prole ad assaggiare, magari per la prima volta, l’atmosfera di un vero derby, sarà costretto a fare un mutuo”.

“Saremo costretti a saltare anche il derby, nonostante duecento adesioni”, conclude il comunicato.

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In attesa di consultare il listino della partita, l’episodio suggerisce come i nerazzurri dell’era Gasperini si siano meritati, anche fuori dal campo, l’etichetta di “big”: quando Brescia e Atalanta si sono sfidate per l’ultima volta, infatti, i bergamaschi avevano come obiettivo quello di tornare in Serie A. Era il 29 aprile 2006 e a decidere l’ultimo derby furono Loria e Zampagna (indimenticabile la sua rovesciata).

Ora le cose sono cambiate: l’Atalanta gioca in Champions League e sogna di confermarsi nei quartieri altissimi, mentre il Brescia è tornato in A dopo otto lunghissime stagioni d’assenza dal grande calcio, passate tra la cadetteria e l’incubo del fallimento.

Chissà se il patron bresciano Cellino ci ripenserà, se i biglietti li metterà in vendita a prezzi più popolari. Oppure se a vincere sarà il “diktat” della biglietteria, quello che negli ultimi tempi ha fatto storcere il naso a più di una tifoseria.

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