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“Non era meglio nascondino?”: a Mozzo i pericoli social raccontati a giovani e adulti

Due appuntamenti per analizzare meglio il fenomeno dei ragazzi immersi completamente all'interno del web, di cui conoscono in realtà poco: serate formative con gli educatori di strada e con Stefano Laffi.

Social, intelligenza artificiale, videogiochi….ma non era meglio nascondino?

È la domanda che racchiude il senso di due serate a ingresso libero per ragazzi e adulti organizzate nell’ambito del progetto di educativa di strada che da circa due anni il Comune di Mozzo ha affidato agli educatori della Cooperativa Alchimia.

Saranno loro, Giuliano Manzoni e Noemi Zaccone, a curare il primo appuntamento previsto per giovedì 21 novembre: alle 20.45 nella sala civica di via Orobie 1 affronteranno il tema “Dalla strada alla rete”, un incontro per ragionare sullo spazio del web, senza confini e troppo spesso senza regole.

Dal lavoro fatto con i giovani, gli educatori hanno notato la preoccupante considerazione che i ragazzi hanno dei social, visti come la vita vera e un fattore imprescindibile delle loro esistenze: da qui è nata l’esigenza di un presidio non solo in strada e nei luoghi di aggregazione ma anche in rete.

La serata formativa affronterà il tema da ogni punto di vista, a partire da quello di chi è nativo digitale: ma i giovani sono consapevoli dei rischi che corrono e delle tracce indelebili che lasciano in rete?

A questo incontro farà seguito, giovedì 28 novembre, quello con Stefano Laffi, ricercatore sociale di Codici Milano.

L’appuntamento è all’auditorium comunale “Anna Maria Mozzoni” di via Piatti 5: una serata particolare di confronto diretto con giovani e adulti sui nuovi media, per affrontare le differenze e comprendere meglio il funzionamento di questo mondo ancora per la maggior parte inesplorato.

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