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Il confronto dei giovani Dem bergamaschi sul futuro del Paese

“La nostra idea è quella di fare di fare rete per ricreare una cultura del centro-sinistra e portare avanti le nostre idee a livello istituzionale", ha spiegato Gabriele Giudici, segretario provinciale di Giovani Democratici Bergamo.

Osservare il presente per costruire il futuro: è questo l’obiettivo dei ragazzi che si sono riuniti a Bergamo in occasione degli Stati Generali dei Giovani. L’iniziativa, promossa dalla Federazione Provinciale dei Giovani Democratici, ha visto un’ampia adesione delle nuove generazioni che, partendo dal confronto con esperti e associazioni, hanno voluto dare uno sguardo al proprio avvenire.

“La nostra idea è quella di fare di fare rete per ricreare una cultura del centro-sinistra e portare avanti le nostre idee a livello istituzionale – ha spiegato Gabriele Giudici, segretario provinciale di Giovani Democratici Bergamo -. Il nostro slogan è ‘volare alto’ in quanto, a differenza di molti politici che pensano al breve periodo, abbiamo l’ambizione di metter in campo progetti riguardanti i prossimi 20/30 anni”.

Numerosi i temi i temi al centro dell’incontro, fra i quali la rappresentazione studentesca, il lavoro, i cambiamenti climatici e la violenza sulle donne, argomenti che interesseranno nei prossimi mesi il dibattito pubblico.

“Le proposte emerse dai tavoli di lavoro verranno rielaborate e successivamente le ricondivideremo con gli attori presenti – ha aggiunto Giudici -. Quest’ultime verranno infine trasmesse alle sedi competenti sia a livello locale che nazionale”.

Diverse le autorità intervenute durante la giornata, fra i quali il segretario provinciale del Partito Democratico Davide Casati, la deputata Elena Carnevali e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani il quale ha sottolineato l’importanza del segnale lanciato dai partecipanti: “L’impegno e lo spirito di iniziativa delle future generazioni sono fondamentali per la nostra democrazia che deve vivere di partecipazione e critica, non di disimpegno, cinismo o odio che spesso caratterizzano le discussioni nella penisola”.

“Come dicono molti studiosi, l’Italia non è un Paese per giovani: l’ascensore sociale è ormai da tempo bloccato e, durante gli anni della crisi, è tornato a crescere il fenomeno di emigrazione che coinvolge in particolare i giovani laureati – ha concluso il viceministro orobico -. Il compito di chi governa è quello di metter in campo strumenti per invertire questa tendenza, investendo sullo sviluppo economico, lavorando sul sistema scolastico-universitari e favorendo inserimento lavorativo di quest’ultimi attraverso il disegno di nuovi sistemi di welfare per aiutare in particolare coloro che sono più penalizzati”.

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