BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Neonati prematuri, così piccini: 45 volontarie sferruzzano e “sfornano” cuffiette e copertine

Nata nel 2012, l'associazione produce circa 500 kit con cappellino, scarpette e copertina all'anno: i polipetti di cotone sono ormai il simbolo dell'iniziativa e ricordano ai neonati il cordone ombelicale della mamma.

Vederle sferruzzare è quasi ipnotico: movimenti veloci ma armonici, delicati come i “clienti” speciali a cui si rivolgono.

Da quelle mani sapienti nascono cappellini, scarpette, copertine o polipetti peluche che vengono consegnati ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale degli ospedali Bolognini di Seriate, Papa Giovanni XXIII di Bergamo e di Treviglio, destinati a tutte le famiglie con un neonato prematuro.

Loro sono le 45 volontarie dell’associazione “Mani di Mamma”, attiva su tutto il territorio nazionale e dal 2012 presente anche a Bergamo per merito di Clara Sapienza, oggi ambasciatrice della sezione orobica: ogni anno confezionano circa 500 kit completi, usando esclusivamente lana merinos per l’abbigliamento e cotone per i polipetti.

Per tutta la settimana, in occasione della giornata mondiale del neonato prematuro (17 novembre), sono state presenza fissa nell’atrio di ingresso dell’ospedale Bolognini per sensibilizzare sul tema e per raccogliere fondi, tramite la vendita dei propri manufatti, destinati al sostegno della loro stessa attività.

Al loro fianco anche l’associazione “Insieme per crescere onlus”, di casa proprio al Bolognini, che sostiene le cure e l’assistenza ai piccoli pazienti del reparto di Neonatologia-Terapia Intensiva Neonatale: anche quest’anno, con la vendita di un particolare “calendalibro” realizzato con i disegni dei bambini della scuola primaria di Brembilla sulla prematurità, acquisteranno un dispositivo medicale da donare all’ospedale.

E nella hall un’intera parete è dedicata ai bimbi che ce l’hanno fatta, belli e raggianti mentre stringono tra le mani le immagini di quando erano in incubatrice, grandi poco più di due palmi di mano.

Mani di mamma Bergamo

“La prima consegna l’abbiamo fatta a Seriate pochi mesi dopo la nostra nascita – ricorda Clara SapienzaA Bergamo siamo arrivati a settembre 2014, l’ultimo ingresso, dal dicembre scorso, è l’ospedale di Treviglio. Siamo partiti con consegne ogni quattro mesi, ora invece ogni due per l’elevata richiesta. Con medici e infermieri c’è un rapporto di grande stima: a Seriate ci hanno dato subito fiducia, prima la dottoressa Antonietta Auriemma e ora la dottoressa Cristina Bellan”.

Sono gli stessi medici e infermieri della Terapia Intensiva Neonatale a vestire i piccoli prima di metterli in incubatrice, riconoscendo i benefici dell’abbigliamento ma soprattutto del polipetto in cotone che da tre anni è diventato il simbolo del loro lavoro: “È un’idea nata in Danimarca e oggi diffusa in tutta Europa – continua Sapienza – I bimbi prematuri non hanno ancora ben sviluppati i sensi dell’udito e della vista e per loro stringere tra le mani i tentacoli ha una funzione calmante: regola il battito cardiaco, garantisce una migliore circolazione sanguigna e una respirazione meno affannosa perchè ricorda il cordone ombelicale e porta con sé il profumo della mamma. Ma ha anche altri risvolti pratici: stringendo il polipetto il neonato evita di prendere tra le mani i cavi della culla”.

Clara Sapienza, la seconda da sinistra, con alcune volontarie
Mani di mamma Bergamo

Le volontarie, che tutti i mercoledì pomeriggio si ritrovano in una sala messa a disposizione dalla Unione Italiana Lotta Alla Distrofia Muscolare, usano le donazioni per poter acquistare i gomitoli e un grosso sostegno, in questo senso, lo hanno dalla Silke di Grassobbio che fornisce loro la materia prima a un prezzo vantaggioso.

“Non sappiamo a chi andranno i kit ma lavoriamo con grande amore, come se lo stessimo facendo per nostro figlio: è questa la magia che ci spinge – ammette Sapienza – Le famiglie a cui doniamo sono sorprese e felici: tante rimangono in contatto con noi, mandandoci ringraziamenti e foto dei loro bimbi cresciuti, sempre con l’inseparabile polipetto”.

Ed è proprio mentre ci racconta della gratitudine delle mamme che una di loro, con due gemelline premature ricoverate al Bolognini, ci interrompe e ringrazia le volontarie: “Quello che fate è bellissimo, le mie piccole stringono sempre i tentacoli del polipetto tra le mani e si appoggiano con la guancia prima di addormentarsi”.

“La nostra soddisfazione sta tutta qui – riprende il discorso Clara Sapienza – Ma a volte arrivano anche altri attestati concreti: l’1 dicembre riceveremo il premio bontà 2019 dall’Unione Nazionale Cavalieri Italiani di Bergamo con una piccola cerimonia all’Hotel San Marco”.

Mani di mamma Bergamo

Di storie da raccontare ne avrebbero davvero tantissime e a tutte sono affezionate allo stesso modo.

E allora una la (ri)raccontiamo noi ed è quella del piccolo Samuel Liam: venerdì 31 maggio aveva perso il suo polipetto color lilla, che lo aveva accompagnato sin dall’incubatrice.

Nato di 30 settimane l’1 gennaio, per oltre un mese e mezzo era stato in culla termica e per 3 in ospedale prima di essere dimesso: durante una passeggiata se l’era fatto sfuggire dalle mani e solo due giorni dopo, in seguito all’appello lanciato tramite Bergamonews, un’altra mamma di Albano Sant’Alessandro lo aveva ritrovato in un prato di Monterosso, nel giorno del compimento del quinto mese.

La storia di Samuel Liam.

Per sostenere il progetto “Mani di mamma” seguite la pagina Facebook.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.