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Ortofrutta

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Al mercato è il momento delle radici amare di Soncino: come si preparano fotogallery

Siamo nel periodo più adatto per scoprirle, generalmente, infatti, è possibile trovarle dal proprio fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia proprio nei mesi a cavallo fra autunno e inverno

Sono le radici amare di Soncino il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. Siamo nel periodo più adatto per scoprirle, generalmente, infatti, è possibile trovarle dal proprio fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia proprio nei mesi a cavallo fra autunno e inverno.

La qualità è buona e le quotazioni sono in linea con le ultime campagne. Caratterizzate da un gusto piuttosto amaro che però con la cottura perde d’intensità, contengono fibra alimentare, carboidrati, proteine e vitamine B1, B2, B6 e C. Non mancano, inoltre, di minerali, come fosforo, potassio, magnesio, manganese, calcio, sodio e ferro.

Grazie alla loro composizione, favoriscono l’assorbimento del ferro, sono adatte per chi soffre di anemia e attivano in modo selettivo la crescita nel colon dei batteri Bifidus, che evitano i processi di fermentazione nello stomaco. Contengono, poi, una sostanza chiamata inulina, che produce effetti benefici sull’intestino e sul sangue, svolgono un’azione depurativa eccezionale ed esercitano una funzione disintossicante su intestino, fegato e reni.

In cucina sono in grado di conferire ai piatti un sapore unico, quindi risultano indicate come ingrediente o contorno per primi e secondi piatti di carne o pesce.

Il metodo più usato per consumarle è quello di farle bollire in acqua e, una volta tagliate a rondelle, si possono condire con prezzemolo e olio extravergine d’oliva. In alternativa, è possibile mangiarle gratinate oppure conservate sott’olio con aromi e adoperate in un secondo momento.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, migliora la qualità delle clementine nazionali che hanno scalzato la referenza spagnola. Sono presenti in quantitativi sufficienti a soddisfare le esigenze di mercato anche se in volumi inferiori rispetto alla stagione precedente, per questo si rilevano prezzi tendenzialmente superiori rispetto allo scorso anno.

Si affacciano sulla piazza le prime arance nazionali: siamo agli inizi e le quotazioni sono ancora superiori alle aspettative. La richiesta sembra focalizzata maggiormente sul prodotto medio-piccolo che ha un valore commerciale inferiore. I costi di approvvigionamento sono più alti del solito perchè la stagione è cominciata con un po’ di ritardo ma è presto per tracciare linee di tendenza: la situazione può ancora evolvere significativamente.

Si intensifica l’offerta dei kiwi e i prezzi sembrano ancorati entro valori superiori rispetto alla scorsa annata perchè il costo iniziale è superiore rispetto agli standards abituali. Nonostante ciò il raccolto nazionale risulta più conveniente rispetto a quello neozelandese, che volge al termine.

Ancora buona la disponibilità di cachi o loti, sia comuni sia nella varietà caco-mela. Gli abbondanti quantitativi, che paiono superiori alla richiesta di mercato, spingono le quotazioni verso il basso e a condizioni particolarmente vantaggiose per il consumatore: rappresentano, dunque, un’occasione da cogliere per la propria spesa dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia.

Per le castagne, soprattutto quelle medio-piccole, sembra esserci una diminuzione dell’offerta come è fisiologico che sia.

Ci sono grandi quantitativi di uva da tavola ma l’attenzione della clientela pare inferiore rispetto a quella registrata nell’ultimo periodo.

Arrivano le prime ciliegie controstagione provenienti dal Cile. La qualità è decisamente alta e le quotazioni commisurate al valore della merce che necessita di trasporto aereo e i costi logistici inevitabilmente incidono. Con l’aumentare degli approvvigionamenti i prezzi si assesteranno ma rimarranno superiori rispetto al raccolto prodotto d’estate nel nostro emisfero. Sui luoghi di raccolta viene effettuata un’accurata selezione che garantisce ottime qualità organolettiche per chi vuole mangiare questi frutti ora.

Passando al comparto orticolo, aumenta la presenza di carciofi spinosi, prevalentemente di origini sarde, che sul mercato valgono di più rispetto a quelli violetti senza spine.

Si risollevano le quotazioni del cavolfiore bianco che la settimana scorsa era reperibile a prezzi decisamente bassi: aumenta l’interesse e l’offerta è meno insistente.

Sono in rialzo le zucchine per le quali è terminato il ciclo produttivo degli areali del nord Italia e il raccolto rimane appannaggio di Sicilia e Lazio: sono molto selezionate e i costi sono maggiori, soprattutto per quelle laziali. La prossima settimana non è da escludere l’arrivo sulla piazza di merce spagnola o marocchina per dinamiche concorrenziali.

Anche per i fagiolini di tipo Boby si verifica un avvicendamento tra le regioni italiane settentrionali e meridionali con il raccolto siciliano e campano. A intermittenza c’è anche quello marocchino.

Per concludere, aumenta l’offerta del’indivia scarola dei Colli bergamaschi. si avvicina il clou della stagione. Se lei è la regina delle insalate, il re è il radicchio rosso tardivo: in entrambi i casi aumenta l’offerta e i prezzi sono simili alla stagione passata, superiori alla concorrenza ma frutto del lavoro e della cura per ottenere queste varietà.

LA RICETTA DELLA SETTIMANA

radici soncino lesse

Radici amare di Soncino lessate (dal Blog GialloZafferano)

Le radici amare di Soncino o si odiano o si amano. Perché diciamo così? Perchè il gusto amarognolo non piace a molti ma sottovalutate sempre quanto l’amaro faccia bene a fegato, reni ed intestino.

Ingredienti:

Radici di Soncino

Olio E.V.O.

Sale grosso

Aceto di mele

Vino bianco fermo

Trito di prezzemolo e aglio

Preparazione:

Preparate una ciotola capiente di acqua fredda e aceto di mele. L’acqua acidula non farà annerire le vostre radici amare.

Lavate, mondate e tagliatele a rondelle. Tuffatele a mano a mano nell’acqua.

Finita questa operazione portate a bollore una pentola d’acqua salata con sale grosso (come per fare la pasta) e nuovamente un goccio di aceto di mele. Buttate a cuocere per 15-25 minuti le vostre rondelle di radici. La cottura dipenderà da quanto è legnosa l’anima interna ma, più le radici sono fresche e meno dura sarà questa parte.

Dopo 15 minuti spegnete l’acqua ma non scolatele subito. Lasciatele a mollo nell’acqua di cottura per ulteriori 10 minuti. Anche se il fuoco è spento la cottura proseguirà autonomamente.

Scolatele e lasciatele gocciolare bene.

In una padella antiaderente, senza problemi anche il giorno successivo, soffriggete un pugno abbondante di prezzemolo e aglio e prima che brucino cambiando odore, colore e sapore, versatevi le radici e mescolate accuratamente sino ad imbrattare rondella dopo rondella di trito profumato.

Appena sentite che il tutto sfrigola, sfumate col vino bianco. Aspettate che evapori abbassando il fuoco dolcemente.

Noi non le amiamo calde e una volta spento il fuoco attendiamo che freddino a temperatura ambiente.

Le serviamo con un filo d’olio Extra Vergine di Oliva a crudo.

Tempo di preparazione: 1 ora comprensiva di pulizia completa radici

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