BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“La mia bimba nata prematura: scelte di cui non mi pento, con la paura che fosse colpa mia”

La nostra storia, quella che vede Matilda nascere prematura, il momento in cui a mio marito dicono che entrambe stiamo morendo è un momento che non puoi descrivere.

Matilda l’abbiamo già conosciuta e con lei la sua storia di bambina nata prematura. Che oggi scopriamo da un punto di vista diverso, quello della mamma, Cristina Pellicioli. Che ci racconta le sue difficoltà e le sue scelte coraggiose, avvenute una ventina d’anni fa.

La nostra storia, quella che vede Matilda nascere prematura, il momento in cui a mio marito dicono che entrambe stiamo morendo è un momento che non puoi descrivere. Spesso si dice che quando ti capitano queste cose la tua vita cambia. Dai valori diversi a tutto. Dici che non farai più alcuni errori. Vero, la vita cambia…. ma poi errori ne facciamo comunque. E meno male, altrimenti che noia!

La mattina dell’ultima ecografia, porto mia figlia Giulia a scuola, poi mio marito e io decidiamo di andare a Sarnico, dove dovevo effettuare l’eco, un po’ prima. Una passeggiata col pancione, un pranzetto a un ristorante vista lago.

Alle 14.30 ecografia.

Non sono credente, ma rispettosa di tutti, però quel giorno il destino ha fatto strane cose.

Era stato sostituito l’apparecchio per eco proprio quel giorno. Quello nuovo veniva presentato e guidato da due tecnici. Mi viene chiesto il consenso di fare eco in presenza di questi signori. Io, che sono estremamente riservata, un po’ risentita acconsento.

Questa nuova apparecchiatura, il medico, insieme ai tecnici hanno capito che qualcosa non andava.

Una ecografia di secondo livello conferma la situazione.

Da questo momento la mia vita, quella di mio marito e di mia figlia Giulia cambiano totalmente.

Non c’era una soluzione certa né per me né per Matilda.

Più di 5 medici mi controllavano, mi parlavano di percentuale….

Mio marito e io abbiamo deciso di intraprendere questo percorso da soli, senza nemmeno chiedere che qualcuno portasse e riprendesse nostra figlia da scuola. È stata la decisione migliore che potevamo prendere. Alcuni parenti non hanno capito, ma non importa. Chi ha capito è rimasto.

In questo periodo, seguiti da medici a dir poco eccezionali, abbiamo imparato tanto, abbiamo visto tanto. C’era un profondo reciproco rispetto fra noi e tutto il personale che seguiva Matilda.

Io in tutto il percorso avevo fatto una sola domanda: È COLPA MIA? Ho fatto errori in gravidanza?

La risposta è stata quasi violenta: NO SIGNORA, NON DICA STUPIDAGGINI.

Mi hanno poi illustrato la situazione.

Finito il percorso, Matilda era salva, ho fatto una seconda domanda: come vivrà?

Altra risposta violenta: “Come vuole che viva? Bene, non dovete fare nulla!!! Nessuna alimentazione particolare, passeggiate normali, controlli precauzionali. SIETE STATI BRAVI. Matilda non è malata”.

Non faccio parte di associazioni o altro, la mia storia è questa. Altri ne hanno altre. Ciononostante vorrei dire a tutti i genitori che vivono queste situazioni di combattere perché ne vale la pena.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.