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Giulia, da Romano a Los Angeles: “Sì, questa è la terra dove i sogni si realizzano”

Giulia Baggini, 25enne di Romano di Lombardia, dopo un viaggio negli Stati Uniti ha deciso di vivere a Los Angeles, in California. Ci racconta la sua esperienza e spiega perché gli Usa sono ancora la "nuova" frontiera.  

Il suo colore preferito è il rosa, tinta che indossa spesso per esaltare la sua femminilità. L’animale che meglio la rappresenta è una farfalla. Due caratteristiche che ben definiscono Giulia Baggini, 25enne di Romano di Lombardia che ha deciso di vivere a Los Angeles, in California.

Giulia, quando hai deciso di trasferirti negli Usa e perché?

Vorrei tanto che fosse una storia più intricata, ma in realtà la risposta è molto banale: sono venuta a Los Angeles per la prima volta in vacanza nel 2017 e me ne sono subito innamorata. Appena tornata in Italia, dove non ero molto contenta della mia situazione lavorativa, ho deciso di iniziare a muovermi per provare a fare un’esperienza qui negli Stati Uniti dove vivo tutt’ora.

Qual è il primo ricordo quando sei atterrata negli Usa? Che cosa ti ha colpito?

Ricordo di un cielo blu come il mare e una grande felicità nel cuore, che quasi mi ha fatto commuovere. Atterrare in America, la terra dei grandi sogni, delle grandi promesse. È sempre un’emozione indescrivibile che ti dà una carica incredibile. Una cosa che mi ha colpito subito sono le distanze. Qui, a confronto dell’Italia (soprattutto per me che sono nata e cresciuta in un paesino di 30 mila abitanti) è tutto ingigantito: le autostrade a sei corsie, l’aeroporto con nove terminal e quattro piste. Basti pensare che solamente Los Angeles si estende per quasi 13 mila chilometri quadri, praticamente metà della Lombardia.

In Italia si vive spesso di paure, rassegnazione. Gli Usa rappresentano ancora un sogno dove ognuno può realizzarsi?

Per quello che ho potuto vedere io finora qui, a Los Angeles, posso dire che sì, ognuno può realizzarsi. Le opportunità per i giovani, a differenza dell’Italia, non mancano, c’è spazio per tutti. Si dice spesso che Los Angeles è la città dei sogni e che qui puoi diventare chi vuoi… ed è vero! Però, come in qualsiasi altra parte del mondo nessuno ti regala niente. Se lavori sodo e ti impegni e credi veramente nei tuoi sogni, qui puoi farcela. La meritocrazia regna, e io ne sono l’esempio vivente. Sono arrivata dall’Italia in un Paese dove non parlavano la mia lingua ed era tutto nuovo. Eppure impegnandomi e dando il mio meglio ogni giorno sono riuscita a farmi valere e dopo cinque mesi di stage e di duro lavoro sono stata assunta a tempo pieno dalla mia compagnia.

Giulia Baggini,

Dove hai scelto di vivere negli Usa? Perché?

Attualmente vivo a West Hollywood, uno dei quartieri più giovani e multiculturali di Los Angeles. Los Angeles mi ha colpito non solo per la classiche cose per cui ci si innamora di questa città (il tempo, le palme, le persone…) ma perché, come dico sempre, è una città dove non ti annoi mai: c’è sempre qualcosa di nuovo da fare, da vedere. C’è il mare e la spiaggia, ci sono le colline dove andare a fare hiking, ci sono i rooftop con le piscine, ci sono i musei, ci sono i mall a cielo aperto, c’è Rodeo Drive con tutte le più grandi marche, ci sono i concerti – venti diversi ogni sera – insomma, qualsiasi cosa si voglia fare: qui c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Gli Stati Uniti d’America rappresentano un melting pot di diversità che costituiscono la sua forza e la sua grandezza. Che cosa pensi che l’Italia e la sua cultura abbia portato negli Usa?

Senza dubbio molto per quanto riguarda l’ambito del fashion, la mano d’opera, il mondo del food e quello del design. Innegabile che questi settori – oltre a tutti gli intellettuali, poeti e scrittori che si sono trasferiti in America dal bel paese – abbiano permeato il tessuto socio-economico del secolo scorso partecipando anche in modo importante alla crescita di questo grande paese.

Giulia Baggini,

Il sogno che vorresti realizzare?

Per ora mi piacerebbe poter continuare questo percorso iniziato negli Usa. Magari un giorno aprire la mia agenzia di pubbliche relazioni.. chissà!

Italia e Stati Uniti sono per certi versi distanti, quali sono le caratteristiche che ti affascinano di questo paese e del suo popolo?

Una caratteristica fra tutte: l’apertura mentale, in particolar modo nelle grandi città come Los Angeles e New York. Qui ognuno qui può avere la sua idea, vestirsi come vuole, cantare per strada, credere in una religione ai più sconosciuta .. nessuno ti giudica.

Che cosa possiamo imparare noi europei da Oltre Oceano?
Ad essere più concreti e meno condizionati solo da quello che succede nel nostro ‘orticello’.. ad avere una visione più ampia del mondo. A costruire una vera nazione europea con tanti stati all’interno che condividano il grande piacere e il desiderio di appartenenza. Ultimo, ma non meno importante: a dare una possibilità a tutti quelli che la meritano ed essere più impostati ‘al fare’ che ‘al dire’”.

Autori e registi che ami di più?

Amo moltissimo i grandi classici, quindi parlando di autori direi sicuramente Francis Scott Fitzegarld e Ernest Hemingway. Riguardo i registi invece ammiro molto e mi intriga il lavoro di Wes Anderson, anche per le sue molte collaborazioni artistiche relazionate al mondo della moda con brand come Prada.

Gli Usa sono ancora una potenza mondiale in grado di influenzare con la propria cultura?

Assolutamente sì. Anche se, a differenza della seconda metà del 900, dove era la sola potenza economica mondiale, oggi è ‘una delle tre’ grandi potenze economiche. Resta sempre però la ‘nuova’ frontiera dove tutto è possibile, anche grazie a questo melting pot di culture che porta sempre nuovi spunti e stimoli ad un Paese che non si stanca mai di innovarsi e crescere.

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