Battesimo della fondazione Artet per la ricerca su trombosi, emostasi e tumori - BergamoNews
La serata

Battesimo della fondazione Artet per la ricerca su trombosi, emostasi e tumori fotogallery

Una serata molto partecipata quella che ha tenuto a battesimo la Fondazione ARTET per la ricerca su trombosi, emostasi e tumori.

Una cena di raccolta fondi che ha portato a Villa Moroni oltre 130 ospiti, tra imprenditori, professionisti, medici e ricercatori che hanno risposto con generosità all’invito della presidente Roberta Sestini e della vicepresidente Giovanna Terzi Bosatelli. Molti i volti noti tra questi Roberto Sestini, Carlo Mazzoleni, Domenico Bosatelli. A tenere a battesimo Fondazione ARTET anche Fabio Pezzoli, Direttore sanitario ASSTPG23.

La serata, che è stata introdotta dai saluti del Vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi, è stata l’occasione per presentare i diversi progetti di ricerca che vedono impegnato il team di Anna Falanga, ordinario di ematologia presso l’Università Bicocca e Direttore del dipartimento di medicina trasfusionale ed ematologia dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo e Coordinatore scientifico della Fondazione.

Roberta Sestini, ha fatto gli onori di casa: “Ho sempre provato molta ammirazione per il mondo della ricerca clinica tuttavia mi è sempre sembrato un pensiero astratto e lontano dalla vita di tutti i giorni. Il quotidiano impegno e la determinazione di Anna Falanga e del suo gruppo nel campo della ricerca su trombosi, emostasi e tumori, che ho incontrato come Volontaria dell’Associazione AIPA (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), ha permesso che io mi avvicinassi concretamente a questo mondo. E così, da astratta, nel 2018 l’idea è diventata realtà, e insieme a Giovanna Bosatelli, e alla stessa Anna Falanga, abbiamo deciso di creare Fondazione ARTET con l’obiettivo di promuovere la ricerca sul rapporto tra trombosi, emostasi e tumori con il fine ultimo di fornire cura e assistenza ai pazienti fragili che necessitano di terapie antitrombotiche, antitumorali e trasfusionali”.

e Giovanna BosatelliFondazione ARTET“In Italia il cancro provoca 500 morti al giorno e l’incidenza è di 1.000 nuovi casi al giorno. Degli attuali 3 milioni di pazienti oncologici circa il 60% (rispetto al 40/50% di pochi anni fa) sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, con punte di guarigione che arrivano all’80/90% per alcune forme tumorali come ad esempio il carcinoma mammario e questa percentuale di successo è in costante incremento. Un altro dato allarmante è quello legato alle morti legate alla trombosi: 230 mila morti in Italia ogni anno. Il 20% dei casi di trombosi vengono diagnosticati nei pazienti con cancro. Inoltre spesso nei soggetti sani, una trombosi inspiegata può essere un campanello di allarme per la presenza di un tumore non ancora diagnosticato. I tumori sono la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie, come la trombosi (37%). Nei pazienti oncologici, dopo il tumore stesso, la trombosi resta infatti la seconda causa di morte, peggiorandone a volte drammaticamente la qualità e l’aspettativa di vita. La ricerca quindi è il fondamento per esplorare nuovi orizzonti e progredire. Basti pensare alle moderne terapie immunologiche e le strategie di prevenzione che stanno radicalmente cambiando la storia naturale di molte malattie. La ricerca scientifica si pone oggi come protagonista assoluta nell’eterna battaglia tra definizione delle cause che determinano una malattia e l’individuazione delle migliori cure disponibili. Ma non solo: la ricerca è strumento fondamentale per la conoscenza, utile a contrastare tutte le fake news che riguardano cure e tecniche miracolose ma prive di ogni fondamento scientifico”.

L’invito di Sestini e Terzi Bosatelli, unanime, è arrivato forte e chiaro a tutti coloro che sono intervenuti: “Aiutateci ad aiutare, siate generosi con la ricerca promossa da Fondazione ARTET”.

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